presenta:

Voglio raccontare di un luogo ove gli abitanti sono invisibili, una casa dove ognuno si muove preoccupandosi di non essere visto, di non lasciare traccia del suo passaggio. In questa casa abitano un sacco di persone, più o meno una decina, tra chi va e chi viene, tre bambini che a differenza di tutti gli altri sono nati li, e considerano questo luogo la loro casa, ai quali è stato detto: qui non c’ è nessuno. E così in un posto soffocato dalla traccia del passaggio umano è possibile essere invisibili, mangiare seduti a tavola leggendo un giornale anche se attorniati da altre persone, riuscire a non pestare i piedi di qualcun altro, senza accorgersi che c’è; svegliarsi la mattina, preparare la colazione evitando ingombranti segni di altre presenze, come in un luogo vissuto ma abbandonato ove il disordine si rinnova e gli oggetti testimoni di una presenza umana sono le uniche cose in grado di comunicare, il luogo parla, quasi a colmare il silenzio delle parole, l’incomunicabilità degli abitanti. Questo luogo è eccessivamente pieno, ovunque ci sono oggetti che rimangono li, inutilizzati con qualcosa di strano, gerani troppo grandi, lampadari troppo bassi bamboline li in attesa, vicino al camino, quasi a scaldarsi, è come se tutto quello che non è ‘’vivo’’si fosse creato un suo mondo, sicuro di non poter essere violato da alcuna presenza umana.

Ho sempre avuto un grande amore per il luna Park, che per la mia piccola città era un evento. In queste immagini, ciò che rimane, di un sogno ormai fuori dal tempo, testimonianza di come le cose possano cambiare…

FOTOlogie
Giovane Fotografia Italiana