L’architettura dell’era di Mao sta scomparendo. Gli oggetti stessi di una memoria collettiva e individuale stanno lentamente scomparendo. Un mondo senza mare implica un mondo senza barche. Come critico, sono più interessato a conoscere se la Pechino che sto lasciando è la Pechino che apparteneva alla gente comune, la Pechino che Wang Di conosceva. Questa Pechino che è stata da sempre il suo fondale e il suo spirituale rifugio. Spero che la sua sua macchina fotografica sia capace di catturare la “soggettività” che gli storici ed i sociologi tengono in così scarsa considerazione. La soggettività di Wang Di e la sua individualità hanno le loro radici nel fatto che Wang si è reso conto dei timori che accompagnano la sparizione di questa architettura e della sua storia. Questa che può definirsi una vera premonizione ha portato Wang Di a trascinarsi dietro la sua macchina fotografica. Questa architettura è fatta di oggetti materiali, ma non è unicamente costituita da oggetti materiali. A scuola ero dispiaciuto dal declino dell’imperatore di Pechino, Wang Di ha concentrato la sua attenzione sull’ancora più rapida sparizione della Pechino di Mao. Wang vuole raccontare al mondo che dentro queste meraviglie dell’ architettura maoista che stanno demolendo c’è non solo lo spirito di Mao Zedong e del suo popolo, ma ancor più importante, lì si può trovare l’ “ego” della gente comune..e il mondo di Wang Di. (Wang Di e l’Architettura dell’era di Mao. di Yin Jinan)

 

Wang Di e l'architettura dell'era di Mao
di Yin Jinan

Nostalgia Rossa
di A Cheng