… metafora sull’UomoDonna nel contesto in cui vive.  La donna provoca l’uomo e lo spinge a muoversi, a ribellarsi, ad uscire dal torpore nel quale si è cacciato. Lo sollecita a partecipare alla vita, a viverla intensamente, rimproverandolo per il suo modo di fare, grigio, insignificante e mediocre; lo vuole virile, sensuale, capace di imporsi e d’imporre le sue idee. Lo vuole “personaggio”. Gli chiede di essere protagonista della vita, non elemento d’arredo. La donna sembra volersi sostituire all’uomo laddove egli si dimostra incapace di agire, di operare delle scelte. E compare il manichino, soggetto inedito per l’Uomo. Meglio un manichino, che un uomo-manichino, sembra decretare pungente lei. E viceversa. L’uomo provoca la donna con argomentazioni e comportamenti diversi. Meno violenti e cinici, più sobrii e misurati. E compare il manichino, soggetto inedito per la Donna. Meglio un manichino che una donna-manichino. Per entrambi, dunque, è sotto esame il rispettivo modo di vivere. C’è un Uomo-Donna uguale ad un manichino. E viceversa: un Manichino che si identifica con l’uomo-donna. Reciproca è la provocazione e continuo il confronto, la sfida. Un gioco sottile di smascheramenti della condizione umana, di intercambiabilità tra stadi interiori diversi di una stessa persona; riflessioni sul gran potere delle apparenze, delle esteriorità, sugli sdoppiamenti delle personalità. Il motivo conduttore dell’indagine contiene un messaggio che investe le sensibilità dell’uomo, della donna e del manichino. Si, anche del manichino, in questo studio, attore protagonista e personaggio. Il fotografo “lavora” senza sminuire o dare il piedistallo al soggetto-Uomo o al soggetto-Donna, ma collocando entrambi in una dinamica conoscitiva e intercambiabile, insieme al manichino, che recita a soggetto al loro fianco, condizionandone le scelte e le tematiche individuali, che investono ambiti umani, sociali, politici, contingenti e potenziali. I protagonisti dialogano, si amano, si odiano, in un tessuto relazionale in cui la recita assume valenze significanti tali da permettere all’autore di descrivere, capire e trasmettere le ambiguità del nostro momento storico. Un gioco audace ed irreale di costruzioni iconografiche, animate da sottili ed invisibili fili, in contesti nei quali le personalità dei soggetti si annodano in una complessa ed articolata rete di tessiture interrelazionali. (Fausto Raschiatore)

Profili d'Autore