Se viaggi in macchina venendo da Perugia, dopo la  galleria di Magione, improvvisamente ti appare il lago Trasimeno. A prima vista l’immensa distesa argentea e scintillante lascia senza fiato. Le sue sinuose sponde sembrano richiamare l’anima a distendersi sui prati per ascoltarlo. Io di prati veramente ne ho trovati pochi. Non è mia intenzione fare retorica sui danni che l’umanità arreca all’ambiente non potrei mai fare “demagogie”…non essendo un politico, ma a modo mio le cose le voglio raccontare! Tranne i consueti  luoghi adibiti al turismo..inoltrandomi in un viaggio di scoperta ho trovato “l’incanto”, la”desolazione”, un  lento prosciugarsi nel degrado e nell’abbandono. La mia lunga storia con il lago inizia nel 2003, è da allora che ogni incontro con “la grande pozzanghera” si è fatto via via sempre più intenso e profondo. Da semplice e abituale passeggiata, ho sentito di volerlo raccontare in modo fotografico e nel modo più diretto possibile..senza mediazione alcuna a partire dal ”mezzo di ripresa”. Infatti scegliere per l’ennesima volta il ”foro stenopeico” descrive l’intento di far “lavorare” direttamente la luce..senza ottiche…affinchè sia essa in maniera ”pura” a raccontarne la drammaticità. Questa è una serie di immagini su pellicola 6X6 che descrive uno stato d’animo ed anche un dato di fatto ambientale. (Jahn Patmos)

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