Dopo un lungo silenzio fotografico, Giancarlo Torresani, veneto di Schio, dirigente Fiaf (Direttore Dipartimento Attività Culturali), autore in passato di interessanti performance espositive, propone “Silencio… es Argentina”. Una ricerca nella quale dominano, unitamente al Silenzio, copioso e solenne, un taglio di matrice esistenziale, una composizione curata e un raffinato bianco e nero. Il tutto in un quadro linguistico calibrato, al quale i valori tonali dei chiaroscuri e una certa eleganza espressiva danno un ritmo narrativo di ottimo livello estetico. Ascolta questo Silenzio - sembra dire l’autore - l’ho sentito in Argentina, è un silenzio che va letto e indagato nel profondo. E non solo come assenza del rumore, ma qualcosa di più. Silenzio come invito a riflettere, capire, meditare. In questi scatti, vissuti intensamente, il fotografo scledense supera i luoghi comuni che caratterizzano e connotano il Paese sudamericano, e va oltre la cronaca, per immergersi all’interno di specifiche realtà e indagarne gli spazi sconosciuti o poco noti per carpirne le peculiarità. In linea col progetto d’indagine che intende coniugare, descrizione e interpretazione, racconto e testimonianza. E queste immagini, coordinate e coerenti nella loro strutturazione complessiva, ne sono la sintesi che dà visibilità allo studio, condotto con partecipazione e, nel contempo, con il giusto distacco del reporter che osserva, legge e racconta. Traspare solo un leggero coinvolgimento emozionale appena nascosto tra le pieghe di un velo d’impronta sociologica che innerva l’indagine di genuina sensibilità. Un lavoro stimolante che permette all’autore di evidenziare, oltre alla cultura fotografica, la propria delicatezza linguistica, e al fruitore di capire l’entità e la sostanza di alcuni particolari segmenti d’Argentina. Quelli che Giancarlo Torresani ha percorso ed esplorato in silenzio, tra riflessioni, osservazioni e considerazioni, “ascoltando i rumori” caratteristici dei contesti indagati. Egli si è soffermato sulle complesse dinamiche delle città, ha indugiato tra i problemi e lungo gli itinerari dei villaggi per poi attardarsi a scandagliare tra gli spazi e le bellezze della natura. Tre importanti universi dell’Argentina del nostro tempo, lontani dal Paese che “vede” l’immaginario contemporaneo, raccontati in bianco e nero, la cui trama chiaroscurale, rispetto al colore, è più silenziosa, discreta, sobria ed ha una narratività più in sintonia con il contenuto del progetto d’indagine conoscitivo. (Fausto Raschiatore)

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