Autore: Michele Stuppiello – Titolo: Esultanza dell’Onda - Formato: cm 21,5 x 28 - Testo: Erminia Gelso - Anno pubblicazione: 2011 - Pagine: 104 - Fotografie: 88 in bianco e nero - Prezzo: 15 euro* - ISBN 978-1-4709-3111-7
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Il mare

Il mare… visto da qualcuno che cerca di capirlo di più. Dal corpo che è immerso nell’acqua e che si lascia avvolgere nello stesso momento in cui le chiede il perché del suo essere, nel momento in cui urge sapere quale configurazione dell’onda è la definitiva, quella che possa racchiudere una spiegazione risolutiva. Ma ogni immagine è uno stato di cose irripetibilmente bello e quindi da salvare… si avverte il rammarico di non aver colto tutto o almeno non abbastanza. Ecco le numerose declinazioni dell’elemento-acqua che è madre di troppe cose per poter essere meno mutevole. Ed ecco il moltiplicarsi dei motivi dello spruzzo, delle creste delle onde, del frangersi sulla roccia, anch’essa sempre cangiante benché immobile, del passaggio del gabbiano, delle increspature del manto marino, infine di tutti gli elementi. Un figlio immerso nel liquido caldo vitale femmineo guarda le donne a riva con occhio curioso della vita, le guarda come da uno spioncino, una “vignetta” di esistenza quotidiana, al pari di un bambino che osserva la madre spogliarsi e che osserva il corpo cui è appartenuto con stupore e fascinazione innocenti. Così il fotografo s’innamora dell’immagine di loro, sorprese anche all’improvviso, anche in pose impacciate o di transito, perché la bellezza è nel loro essere figlie, nel loro indossare i corpi, elementi necessari all’ambiente; e poi nel loro ritorno al mare, celebrazione del rinnovato incontro di figlie e madre, nell’allegria della mattina, con l’esultanza dell’onda. Uno studio sulla bellezza, non una ricerca della perfezione, ma anzi la scoperta di quanto tutto possa essere compiuto se lo si guarda con l’occhio addolcito dalla complicità e dalla partecipazione di colui che è immerso nella scena, intinto d’acqua e di languore. L’assenza del colore sottrae l’occasionalità stagionale alle immagini e le rende durevoli, in quanto già appartenenti al passato; inoltre fornisce corpo e sostanza all’elemento marino: l’acqua si fa oleosa, succo fermentante, umore denso di vita. Crea il movimento, che nemmeno lo scatto può bloccare, e poi i cicli delle risacche, i ritmi di rotture delle onde, i cerchi dei gabbiani. Amore significa comunicare tutto ciò, tutta la carica vitale del luogo vivo per eccellenza. (Erminia Gelso)