Una fotografia in bianco e nero non è altro che argento finemente suddiviso su di un supporto a base cellulosica. Il viraggio di una stampa in bianco e nero consiste nella modificazione e/o sostituzione dell’argento con altri elementi chimici. Gli elementi chimici inorganici coinvolti in questo tipo di reazioni sono di massima: solfo, selenio, ferro, rame, cromo, piombo, oro. Il viraggio, quindi, non è la coloritura superficiale di una stampa in bianco e nero, ma un mutamento sostanziale della esposizione chimica. Tutte le operazioni di viraggio, codificate in specifiche procedure, consentono risultati ripetibili. Comunque, poiché queste operazioni vengono liberamente connesse ad una grande molteplicità di fattori (distribuzione dei toni, concentrazioni delle soluzioni viranti, durata delle azioni delle stesse, temperatura, ecc.), una stampa in bianco e nero, dopo gli interventi di viraggio, costituisce un esemplare unico. Questo, in sintesi, è il viraggio; è lo stesso Mario Stellatelli (1927), autore savonese di raffinata sensibilità, a descriverlo a grandi linee. Le immagini presentate in questo “Profilo d’Autore” sono frutto della creatività del fotografo ligure, personaggio eclettico (“Quando non suona Mozart sul violino, fa viraggi con la stessa passione”, ha scritto la fotografa genovese Giuliana Traverso), più volte premiato, in Italia e all’estero, le cui opere si trovano in diverse collezioni, private e pubbliche, nazionali ed internazionali. Mario Stellatelli è socio attivo del gruppo R. Namias per le “Antiche tecniche fotografiche – Italia”. I suoi viraggi sono i più belli tra quelli oggi osservabili nel panorama della fotografia italiana. Immagini che, al di là della profonda conoscenza della tecnica del viraggio e del mezzo fotografico, sintetizzano approdi concettuali di largo respiro culturale. Il fraseggio del linguaggio, lirico e raffinato, è di alto profilo espressivo ed è elaborato con cura, sensibilità, equilibrio, armonia nel contesto di una tessitura accattivante, briosa, elegante, che connota una specifica poetica espressiva. Le opere di Mario Stellatelli prendono corpo da cose estremamente semplici, anche banali del nostro reale quotidiano: un libro aperto, una bottiglia rivestita di paglia, lo stelo di un fiore, una pianta di legumi: pretesti che l’autore ritrae e dopo “lavora” vestendoli di personalità in un quadro narrativo raffinato ed elegante. Lanfranco Colombo dice che, nel Mario Stellatelli dei viraggi, “I soggetti non contano. O non contano molto. Ciò che conta è la trascrizione dei soggetti (e delle forme) nella lingua fotografica specifica dell’autore”. (Fausto Raschiatore)