Questa ricerca risponde al desiderio di analizzare alcuni aspetti del nostro tempo. In un momento storico in cui siamo sommersi da immagini, per noi la fotografia trova la sua ragione di essere, quando induce a una riflessione. Oggi siamo immersi in un sistema globale che ci costringe a comportamenti e abitudini omologanti, che di fatto ci rende schiavi felici di una società basata sull’apparenza e sulla superficialità. Ormai guardiamo di tutto e non vediamo più niente. Il fotografo ha la grande opportunità di poter guardare con maggior attenzione e magari, qualche volta, di vedere qualcosa. Soprattutto quelle piccole cose apparentemente insignificanti, che agli altri sfuggono dando importanza a ciò che lo circonda col giusto distacco. Non è importante, oggi, dare un giudizio su questa realtà, sarà il tempo a farlo. Importante è illustrare un pensiero che induca a una riflessione personale, che ponga una domanda: siamo sicuri della nostra libertà? o si tratta solo di una libertà indotta? In questa riflessione di Giuliana Di Giulio & Simone Giuntoli, due fotografi sensibili alle tematiche del nostro tempo, una costante nella loro ricerca fotografica, è sintetizzata la cifra di questo portfolio. “Spazio libero” è interessante, sia dal punto di vista fotografico, sia come profilo linguistico-espressivo, ed ha l’obiettivo di guardare per vedere. I due autori toscani in questo lavoro argomentano sul tema della “libertà” nell’accezione classica del termine, non tanto per giudicare qualcuno o qualcosa, quanto per porre il tema e le problematiche ad esso connesse. E lo fanno attraverso un linguaggio (foto)grafico con significative riflessioni visuali, in sequenza compositiva, quasi un collage di grafismi concettualizzati, collocate in un contesto preciso (la Russia) e nell’ambito di un progetto-studio (su Passato/Contemporaneo, Propaganda/Pubblicità) con l’utilizzo sotto metafora degli strumenti e dei significati di un'ideologia senza valenze interpretative, né profili ermeneutici specifici. Gli autori, che operano all’unisono, raffigurano, con un leggero tratteggio ironico, tanto per non innervare l’indagine di valenze che non ha, le comuni percezioni catturate dal quotidiano, da cui affiora un velato malessere di fondo per cui pongono a se stessi e agli altri la domanda se la nostra libertà è vera o è indotta? E’ concreta, sostanziale oppure è solo apparenza. I Di Giulio-Giuntoli pongono il problema senza dare risposte. Per scelta. Loro leggono il nostro tempo, lo filtrano attraverso la loro sensibilità, e trasmettono la trama iconografica che ne scaturisce: sobria, equilibrata, leggera ma non superficiale, con un taglio che alterna momenti concettuali ad altri descrittivi e documentali, sul filo di un linguaggio in cui domina il taglio grafico, il gusto del raffronto, il tratto accattivante. E’ una tessitura iconica la quale pur presentando trame estetizzanti, riesce comunque a coinvolgere, a stimolare la riflessione, a suggerire paragoni, a evocare fatti della storia, memorie che sembravano sfumate sull’orizzonte del tempo, grandi avvenimenti, in una parola una fotografia che dà forma e contenuti a una sequenza di scatti nei quali una parte (1/4) di ogni immagine appartiene al passato e un’altra (3/4) al presente. Una grande metafora per tematizzare la libertà, dove Propaganda e Pubblicità sintetizzano due contesti, il Passato (pannelli di regime ideologico) e il Contemporaneo (pannelli di regime commerciale). Un lavoro stimolante culturalmente il cui linguaggio si snoda in un gioco sottile e calibrato di geometrie, tagli, ombre, armonie coloristiche, caratteri alfanumerici, stilizzazioni, frammenti figurali, composizioni improbabili, in una trama in cui si confrontano due realtà di uno stesso Paese. C’è in questo progetto il desiderio di dare contenuto visivo a un viaggio-studio in un Paese, oggi, e di leggere il suo Contemporaneo in rapporto al Passato in un’ottica che sdrammatizzi le valenze storiche e politiche. Un tentativo di indagare una sezione del nostro tempo per contribuire a capirne le dinamiche evolutive e motivazionali in un momento di transizione globale in cui si vanno ridisegnando gli equilibri del mondo e riscrivendo le regole per poterli governare... magari creando anche qualche Spazio libero! (Fausto Raschiatore)