Un profilo nel quale convivono in armonia pittura e fotografia. Amarcord è un viaggio d’indagine iconografica tra storia e memoria, passato e presente, antico e moderno, nel quale assume uno speciale significato l’assenza dell’uomo di cui comunque si vede e si sente l’impronta. Mario Spalla affida alle “Cose” il compito di raccontare e veicolare usanze, emozioni e tradizioni; le eleva a Soggetto e le invita a diffondere un messaggio che va oltre il contingente dando visibilità a un mondo che non c’è più. Egli ricostruisce con rigore ed efficacia i contesti, i segmenti, i momenti del passato: un modo per rivivere storie e ricordi che di giorno in giorno si scolorano sul filo della memoria e si allontanano sempre di più sull’orizzonte del tempo. Anche le “Cose”, che l’autore gestisce da regista consumato, rivivono emozioni e sensazioni di un tempo passato e per po’ si riappropriano delle loro identità e delle loro funzioni. E nascono: Melodie di un tempo, La bottega del nonno, Antichi sapori, Ricordi… Stimolanti segmenti d’arte e di cultura che collegano il passato col presente e l’universo ricostruito si confronta con la nostra contemporaneità. Le “Cose” tornano ad “essere”, oltre che ad apparire, ma anche a parlarsi, a integrarsi, nella forma e nei contenuti, nell’ambito di un omaggio al passato. Non solo. Esse sono per l’autore piemontese un pretesto che gli permette di elaborare, in termini fotografici, una trama d’amore “più reale del reale” che si snoda di momenti emotivi e di riflessioni linguistiche, ricca di significati in cui confluiscono sensibilità, equilibrio, narratività e organizzazione compositiva. Amarcord è un racconto visivo iperrealista carico di dolcezza, nostalgia, poesia, atmosfere e memoria. “La memoria – dice John Berger, saggista e critico d’arte inglese - implica un atto di redenzione. Ciò che è ricordato è salvato dall’annullamento. Ciò che è dimenticato è stato rinnegato. Se tutti gli eventi sono visti istantaneamente da un occhio soprannaturale, al di fuori del tempo, la distinzione fra ricordare e dimenticare si trasforma in un giudizio, in un atto di giustizia, grazie al quale il riconoscimento equivale a essere ricordato e la condanna a essere dimenticato”. Mario Spalla costruisce una storia di memorie antropologiche e pittoriche, apprezzata dal pubblico e dalla critica, in un contesto molto espressivo, attraverso la tecnica del Light painting digitale. (Fausto Raschiatore)

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