I contesti di Mondo Piccolo sono un “patrimonio” di Giovannino Guareschi, che Paolo Simonazzi ha saputo descrivere e interpretare, indagandoli fotograficamente e traendone una trama linguistico-espressiva di apprezzabile profilo narrativo. E’ proprio con riferimento ad essa che si sofferma e riflette Piergiorgio Branzi, intellettuale e fotografo di raffinata sensibilità. “Ho apprezzato particolarmente la sua capacità di amalgamare gli esterni, di paesaggio e d’ambiente, con l’interno delle case e dei cascinali. Non c’è soluzione di continuità, ed è questo un grande pregio nell’intento di raccontare l’essenza di un territorio di così spiccata identità”. Simonazzi (Reggio Emilia, 1961) riesce in questo lavoro, infatti, a individuare e a catturare le atmosfere più significative dei contesti che osserva di quel Mondo Piccolo, semplice, ma estremamente espressivo. Piccolo e fantastico. Piccolo e magico. Piccolo ma costruito dai protagonisti con la forza delle idee, gli stimoli della cultura, la determinazione di essere coerenti in ogni momento e di credere ai propri convincimenti. Mondo Piccolo ha una grande personalità, ma ha anche una grande storia, magari, in alcuni casi, come somma di piccole storie. Autorevole per i significativi tratteggi storici, per le tante sensibilità che vi hanno trovato alimento culturale per quanto ha prodotto in termini di linguaggi espressivi. “Mi è piaciuta molto – rileva il critico e studioso Massimo Mussini - anche la scelta di mostrare il paesaggio senza persone, riservando alla presenza umana soprattutto l’ambiente “urbano” dei paesi. Anziché contrastare, questi due modi di raccontare, finiscono per integrarsi e dialogare, presentando il più lento modificarsi della realtà naturale a fianco del più rapido mutare dell’ambiente sociale”. Una scelta importante che conferisce al lavoro una diversa personalità, in termini di narratività fotografica e, al contempo, dà una dimensione singolare dei contesti cari a Giovannino Guareschi, le sue amate terre, la sua gente, il suo dialetto. Una celebrazione della Bassa Padana, delle sue peculiarità, il ritratto di un mondo reale ed immaginario al tempo stesso che si snoda tra storie e storia. Un mondo piccolo, malinconico, solo, che si sente abbandonato, senza futuro, né prospettive. In estinzione, quasi, rimangono sensazioni e percezioni. E’ un lavoro costruito e argomentato con equilibrio narrativo e gusto linguistico, sintesi e una trama iconica strutturata, ampia concettualmente, intrigante che parla il linguaggio della Scuola Emiliana di Fotografia. Per quattro anni circa, l’autore si è dedicato al progetto Mondo Piccolo, ripercorrendo, con l’occhio attento di chi vuole approfondire i sentieri lungo i quali sono state scritte pagine straordinarie di cultura. Percorsi cari a Guareschi, luoghi dell’anima più che della geografia raccolti in un volume Mondo Piccolo (Umberto Allemandi editore/TO). Paolo Simonazzi si divide tra l’attività di medico e quella di fotografo, cui si dedica con grande passione. … Egli “s’immerge nel Mondo Piccolo - come si legge sulla quarta di copertina del volume - portandosi dentro memorie personali, sogni e visioni, e resta in attesa del manifestarsi di un aspetto del reale che lui ha custodito dentro di sé, attento al perenne che si cela nel quotidiano e che viene estratto dal flusso del tempo”. Mondo Piccolo è anche un film (che nasce dagli scatti dell’autore reggiano, curatore del progetto) di Alessandro Scillitani e Paolo Simonazzi, un affresco ben fatto di persone che raccontano e si raccontano.” Emerge un mondo magico, misterioso. Quello rappresentato è un luogo in cui il tempo di vita ha ancora una lentezza che si impregna di significati, un ritmo che lascia spazio di vita ai sentimenti più intensi. Un omaggio in piena regola al passato, alle persone che l'hanno portato avanti con dignità, alla fatica che hanno dovuto affrontare per tramandarcelo. E dove c’è “ancora spazio per i sentimenti semplici”. Quelli cari a Giovannino Guareschi.(Fausto Raschiatore)