Immagini intense, cariche di significati, emotivamente vissute, elaborate in un bianco e nero rigoroso ed elegante, nel quadro di una trama iconografica di alto profilo linguistico. Rino Scuccato, medico vicentino, che da anni vive in Africa è un profondo conoscitore del Mozambico: in questo lavoro, parte di un più ampio ed articolato studio, la sua macchina fotografica penetra con abilità descrittiva ed efficacia narrativa nei meandri della società in cui vive, attraverso “Un tragitto sul corpo umano”. Un tracciato importante, per capire un mondo singolare ed unico, qual è appunto quel segmento d’Africa che si affaccia sull’Oceano Indiano. “In Mozambico, il corpo è l’anima. Fotografando il corpo si fotografa l’anima”. L’autore, persona estremamente sensibile, invia precisi messaggi attraverso i suoi scatti, riflette e si sofferma ad osservare il Paese nel quale vive da venticinque anni, tramite il linguaggio fotografico, per dare un senso ed una valenza alla sua scelta di vita. Attraverso la fotografia Rino Scuccato riflette su di un conteso che ormai fa parte della sua vita, e giorno dopo giorno, forse, sfumano sempre di più, sull’orizzonte del tempo, le motivazione di quella decisione. “Sono nato a Vicenza nel 1951. Vivo quasi ininterrottamente dal 1979 in Mozambico, facendo il medico. Mi sono dedicato con impegno alla fotografia a partire dal 1989, convertendomi completamente al bianco e nero nel 1995. Quasi tutto il mio archivio di negativi é fatto di materiale mozambicano”. Con questa indagine Scuccato elabora una riflessione sul quel territorio e sintetizza il suo rapporto con l’Africa: immagini raccolte tra gli spazi di un mondo straordinario, in cui i corpi e il contesto si coniugano e si completano a vicenda, e che attraverso la macchina fotografica dell’autore veneto, assumono connotazioni stimolanti e particolari. Non una lettura dei luoghi che si limiti alla sola descrizione, ma profili di una indagine che penetra nell’intimo dei personaggi e, quindi, nell’animo del loro Paese, oggi divenuto anche di Rino Scuccato. Una ricerca per capire i segreti di un paesaggio che “senza il profilo del corpo umano sarebbe sì grandioso e avvincente, ma immobile, muto, forse morto. Molto meno bello, perciò”. (Fausto Raschiatore)