Sto lavorando da un anno sulle scalinate di Napoli perchè sono affascinata dalla concezione verticale della mia città.

Napule è tutta rampe, scalinate,
scale, gradune, grade, gradiatelle.
Sagliute, scese, cupe, calate,
vicule ‘e coppa, ‘e sotto, viculille,
vicule store, vicule cecate (…)
Napule a vide crescere
Tra rampa e rampa
Tanta filèr’ ‘e panne spase,
una culata ‘e case. (Carlo Bernari)

Come un mondo a sé che sopravvive al presente, la Napoli delle scalinate si percorre su e giù per i suoi pendii affollati, tra grappoli di case che solo i gradini rendono accessibili. Città alta e città bassa, città verticale tra terra e mare, luoghi che nel tempo non sono cambiati di molto. E la toponomastica napoletana è piena di gradini, gradoni, rampe, scale, salite, calate e discese. Come dicono i celebri versi di Carlo Bernari, dopo tanti anni ancora attuali. (F.S.)

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