“Sarò fotografo - dice Euro Rotelli - fino a quando potrò esprimere me stesso in modo creativo, senza vincoli o costrizioni, perché la fotografia, questa fotografia, è la mia poesia”. Per l’autore fotografare significa esprimere le proprie emozioni, essere creativi, dare contributi culturali nuovi e significanti. La sua, è una fotografia elaborata, attraverso la quale lancia messaggi e sollecita riflessioni da parte del fruitore. Euro Rotelli arriva alla fotografia dalla pittura e alla pittura ritorna indirettamente facendo fotografia: la scoperta, infatti, del sistema Polaroid gli permette di intervenire e di incidere sul risultato finale, nell’interpretare e modellare la realtà che osserva; un intervento diretto, manuale, sintesi di un momento intimo, attraverso il quale ottiene immagini uniche e irripetibili. Una sensibilità, quella di Euro Rotelli, che coniuga l’osservato, nelle sue diverse sfaccettature, con una tecnica fotografica a forte valenza sperimentale, con il contributo della pittura, nel contesto di una texture di ottimo pregio stilistico, carica di atmosfere, intrisa di allegorie, di gradevole gusto estetico. “Riprendo il soggetto in negativo bianco e nero che stampo all’ingranditore su Polaroid dopo aver effettuato un trattamento sulla parte positiva della superficie”. Questo l’iter del procedimento tecnico che l’autore - toscano di nascita e friulano d’adozione - elabora per ottenere le “Vibrazioni”. Il nudo è un tema delicato in cui si può facilmente scivolare nel volgare, oppure, rischiare di cadere nel banale o nel dejà vu. I corpi per Euro Rotelli sono veicoli per vivere suggestioni intime che di volta in volta assumono dimensioni diverse, talvolta facilmente percepibili, talaltra, invece, meno visibili, più intime, sempre comunque avvolte nel mistero. L’autore articola una scrittura fotografica nella quale i soggetti perdono l’identità, nell’ambito di una trama caratterizzata da un quid di materico che stimola all’analisi e alla riflessione, e diventano entità nuove che dialogano col fruitore, per il tramite della loro bellezza e del loro fascino. Immagini plastiche, solenni, di taglio classico, anche con contrasti forti, sintesi di un particolare modo di interpretare la nudità. Inquadrature coraggiose che affondano le diverse concettualità in studiate strutturazioni ottiche, in un contesto tematico vicino alle problematiche della scultura. E’ un gioco sottile e dinamico di sensazioni, pulsioni, “Vibrazioni”, appunto.(Fausto Raschiatore)