Eleganza stilistica e armonia espressiva, coniugate magnificamente in una trama narrativa coerente, compatta, intrigante nelle geometrie e nei segni. Equilibrata dal punto di vista progettuale, nell’ambito di un processo d’indagine iconica in cui domina la specularità, intesa come simmetrie e asimmetrie. Contesto con grandi e infinite potenzialità linguistico-espressive, quasi come uno spartito inedito per un musicista o come una tavolozza per un pittore. Fuor di metafora, né note musicali né colori, ma scale e scalinate. E la mente va all’opera dell’incisore e grafico olandese Maurits C. Escher, alla Scuola di Dusseldorf, al “De simmetrie celebri” del fotografo di origini congolesi, Vincent Berg. Ventiquattro scatti di Roberto Rognoni, fotografie che l’autore lombardo ha raccolto osservando il reale e attraverso il pretesto scelto e la guida dalla propria sensibilità lavorate poi, creando un nuovo progetto linguistico-narrativo: sei immagini che l’autore chiama quartine, ognuna di quattro immagini, sintesi tra scatti singoli, progettualità creativa, armonia cromatica, cifra stilistica e coerenza di linguaggio. Tutte, singolarmente considerate, conservano la propria sovranità espressiva che mettono a disposizione della QUADRI_grafia nella quale le ha collocate l’autore. Sei storie brevi, capitoli di una storia complessa e articolata, fuse tra loro in affascinanti composizioni, straordinarie visualizzazioni e poetiche armonie polisemantiche. Una selezione iconografica, quella riguardante le QUADRI_grafie, studiata e maturata in termini di progettualità compositiva, di coinvolgimento dei contesti indagati, di elaborazioni creative, per lo più in base ad un esame dei materiali e dell’utilizzo delle scale e delle scalinate. Il tutto nell’ottica di rendere più omogenee le diverse componenti nella visione complessiva del portfolio e nel convincimento che in definitiva l’occhio in primo luogo guarda la materia. Un pretesto, quindi, per fare Altro: nuove dimensioni espressive, inedite dinamiche linguistiche, polisemiche, argomentate deoggettivazione dei luoghi, visioni e visualizzazioni solo immaginate. Entità del tutto impreviste e imprevedibili al momento della scelta del pretesto e dello scatto. La fotografia è un continuo esercizio di osservazioni, le quali, se praticate sistematicamente e con coerenza diventano opportunità di studio in grado di rendere visibile, l’invisibile. Come fa Rognoni con QUADRI_grafie che guarda oltre il visibile e vede l’invisibile. Egli va oltre la materia e la visione complessiva del progetto. E, quindi, dice Gaspard Felix Tournachon, detto Nadar, che, come in tutte le cose, esistono persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare. Il linguaggio della fotografia è il linguaggio degli eventi. Sostiene John Berger in “Capire una fotografia” (Contrasto – 2014) che “Una fotografia, pur ricordando ciò che è stato visto, rimanda sempre e per sua natura a ciò che non si vede”. QUADRI_grafie, strutturate in modo analitico nel contesto di una ricerca di studio moderna, dinamica, complessa, sintesi descrittiva di una tessitura iconica con un forte tratteggio concettuale, autorevole ed efficace. Entità d’arte costruita mediante la composizione, ispirata da una linea invisibile che collega i diversi segmenti di un processo iconico ragionato modellando ventiquattro scatti, veicoli di contenuti, forme, contesti e consapevolezze. Immagini che hanno il compito, così come concepito dall’autore, di esprimersi singolarmente ed in quanto parte di una studiata strutturazione nell’ambito di un progetto con infinite soluzioni estetiche. Sperimentazione pura, dunque. Più in particolare, QUADRI_grafie, declina un percorso di ricerca stimolante maturato nell’ambito di un contesto in cui prevale lo studio analitico delle situazioni, contingenti e in prospettive. Emerge forte, dalla produzione fotografica dell’autore lombardo, la necessità e la voglia di dare un proprio contributo interpretativo alla crescita della fotografia, migliorando in termini quantitativi e qualitativi, quello già dato sin qui. Egli non si limita a descrivere, né si sofferma solo per raccontare, ma interpreta, guidato dalla propria sensibilità, del proprio sentire, dando alla stessa un taglio personale, per cui fa della fotografia il veicolo per esprimere pareri, elaborare concetti, argomentare significati, lanciare messaggi. L’autore estrae, dall’ambiente che osserva un quid d’invisibile che veste di personalità, a cui dà visibilità, significato e dimensione, costruendo un segmento in grado di essere e di vivere da solo, come appunto le QUADRI_grafie, attraverso le quali elabora i propri punti di vista con eleganza iconica, rigore intellettuale, stile definito, in un quadro tessuto con coerenza linguistica e narrativa. (Fausto Raschiatore)