Un punto di vista di Andrea Razzoli! … Ovvero un modo singolare di riflettere sulla realtà quotidiana, all’aperto, per strada, su Soggetti, Oggetti, Atmosfere, oppure sugli uni e gli altri insieme, coerentemente “legati” tra loro. L’autore emiliano, individuato il proprio punto di vista, costruisce una serie di immagini, organizzate e collegate, per contenuto, forme e linguaggio, nella quale sintetizza, inventandolo ex novo, uno straordinario paesaggio che ha un tratteggio concettuale, indefinito e intrigante, nel contesto di una dimensione strutturale solo in apparenza descrittiva. Razzoli si è “sdraiato” ed ha osservato in prospettiva, attraverso la sua macchina fotografica, “poggiata sulla terra”, più segmenti di uno “stesso” paesaggio, dal suo personale punto di osservazione. Profili di luce inediti, cromatismi stimolanti, preziose stilizzazioni di segni urbani, ambienti poetici, tutti elementi coordinati in una trama iconica discreta, avvolta nel silenzio, in cui è a fuoco il primo piano, ben delineato e limpido, mentre sullo sfondo, Oggetti, Soggetti e Atmosfere - protagonisti e comprimari -, rimangono sfuocati, secondo un progetto elaborato in ogni dettaglio. Tombini, segnali stradali, spazi, asfalti e strade … entità che sembrano estratte e proiettate nel nulla, sconosciute e inesistenti, che l’autore colloca in una prospettiva creativa intima e unica, dando ad essi soggettività e vita. Razzoli, che conosce e gestisce con grande abilità il mezzo, crea, con una tessitura geometrica accattivante e di ottimo livello, un mosaico di appunti che fa sognare.  Un paesaggio che intriga, quindi, e si manifesta in una varietà di sintesi, plurali e significanti. “Ho iniziato a fare scatti da terra - dice - perché mi affascinava il diverso punto di vista e la conseguente diversa dimensione che assumevano le cose; mi sono reso conto con stupore di entrare in un nuovo mondo fantastico, tutto improvvisamente mi appariva, tutto era da raccontare”. Studiati i tagli, atipici i punti di fuga: riflessioni costruite su di un paesaggio banale che Razzoli osserva e “lavora” intimamente traendone argomentazioni linguistiche di indubbia valenza espressiva. I segni urbani assumono una dimensione tale che permettono di costruire paesaggi inediti che lasciano spazio alla fantasia … “La fotografia – dice Franco Fontana - non deve riprodurre il visibile, ma rendere visibile l’invisibile”. Come fa Andrea Razzoli! (Fausto Raschiatore)

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