Tredici chilometri di lunghezza, larga 210 metri, ma con calli e campielli, rivalità di quartieri e passione per le regate, l'isola di Pellestrina è una versione in miniatura della Venezia verace e popolare. E' un piccolo mondo dove si vive ancora all'antica, tra ritmi lenti e l'eterno rito delle "ciacole". Quando  si approda il colpo d'occhio è straordinario. Due file di case e di sandali a formare una cerniera tra terra e acqua, punteggiata dai casoni di pesca. Con le variopinte facciate delle abitazioni, alte non più di due o tre piani e tutte rivolte verso la laguna, l'effetto Lego è garantito e fa apparire Pellestrina un'isola-gioccatolo: una minuscola striscia sabbiosa, circa 13 chilometri di lunghezza e da 25 a 210 metri di larghezza, estesa verso il mare per circa tre, quattro chilometri. L'isola è una sola e conta circa 5.000 abitanti. Però è divisa in tre borghi: Portosecco, San Pietro in Volta e Pellestrina. Qui tutto rimanda alla Venezia più popolare. Dai sestieri al rito eterno dello spritz, l'aperitivo locale, vino bianco spruzzato di Campari o Aperol. Dal labirinto di calli, sotoporteghi e campielli al ciacolar dei pescatori che fanno comunella al Bar Perla. Fino alla passione per le regate storiche e al mito dei grandi campioni e maestri di remo. Non ci sono alberghi né strutture ricettive. Le trattorie si contano sulle dita di una mano. La più nota è Da Celeste, storica trattoria locale dove si gustano pesce freschissimo, crostacei e frutti di mare in abbondanza: " perchè l'oro nero dell'isola sono le cozze, ipeoci come si dice in dialetto. E tra anedotti, ricordi e curiosità: l'attrattiva di un tour in laguna, come turisti o semplici passeggeri, alla scoperta del mondo della pesca e delle sue prelibatezze ... e poi un momemto dedicato al gusto della tavola con il pesce appena pescato e cucinato dagli stessi pescatori. La lavorazione del merletto nell'isola di Pellestrina è documentata fin dalla metà del XV secolo. Le donne, ancora oggi, ricamano i loro pizzi e viene voglia di sedersi accanto a una delle ultime merlettaie e farsi raccontare la tradizione di quest'arte secolare, tipica dello specchio lagunare. Tramandata di madre in figlia, questa antica arte continua a creare, attraverso le mani di esperte merlettaie, opere di straordinarie e raffinata bellezza. All'estremità meridionale dell'isola si può ammirare il lungo cordone dei murazzi settecenteschi che separano il Mar Adriatico dalle acque lagunari: baluardo contro le mareggiate, pietra d'istria alternata a fregi, lapidi e capitelli. Mentre lo sguardo spazia tra mare, laguna e silenzi infiniti, all'orizzonte L'Oasi naturalistica Ca' Roman, quaranta ettari di spiaggia, macchia e dune selvagge, dove sono possibili interessanti osservazioni faunistiche. (fonte: Venezia.Travel)