Con queste immagini, stimolanti ed incisive dal punto di vista estetico, Attilio Pavin, raffinato fotografo attivo a Vicenza, presenta una sintesi, tra le tante elaborate, dopo anni di ricerca e sperimentazione. Il lavoro spazia, con uno stile definito in ogni segmento, dall’astrattismo al realismo, in un quadro iconografico equilibrato, misurato, ben dosato, nel quale l’artista coniuga le diverse dimensioni del colore con la composizione, il movimento, la materia e la musica. Il ritmo narrativo è deciso, fluido, e tratteggia uno stile, un preciso punto di vista, unitamente ad una trama creativa corale in termini di tonalità e rimandi emotivi. “Le immagini – scrive, tra l’altro, Paola Giaretta, a proposito di Street jazz – sono il cuore di un più ampio studio dedicato alla fotografia istantanea come strumento indagatore e trasformatore della realtà: l’opera si crea attimo dopo attimo, subendo e traducendo fisicamente suoni, sensazioni, vibrazioni”. Pavin indaga un frammento del reale, che prima osserva ed interpreta e poi “trasforma” - nei termini brevi imposti dalla fotografia istantanea -, senza alterarne i contenuti strutturali, attraverso la versatilità materica Polaroid e, quindi, “scrive” il proprio imprinting, l’essenza del suo sentire, che è sempre, in ogni immagine, coerente e coordinato con i fondamentali della ricerca. L’autore veneto si sofferma sui dettagli, facendone di frequente il punto di riferimento anche per il fruitore. E lo fa nell’ambito di un progetto d’indagine, preciso e personale. Pavin valorizza e dà visibilità ai particolari, perché è convinto - a ragione - che tramite i dettagli, si riesca a dare più visibilità al contesto, maggiore ampiezza narrativa al racconto, efficacia e ritmo alla narrazione soprattutto quando l’obiettivo è coniugare sperimentazione e creatività. Attilio Pavin è molto sensibile e le sue “riflessioni”, vere e proprie costruzioni di emotività, sono sentite e vissute intensamente. Street jazz è un ottimo lavoro, che ha raccolto copiosi consensi, dal pubblico e dalla critica. Con esso l’autore conferma, semmai ce ne fosse stato bisogno, la sensibilità di cui è dotato e la vena creativa che è capace di “trasmettere” tramite il materiale sensibile Polaroid, nello spazio di pochi attimi, quello spazio nel quale dà concretezza iconica alle proprie intime pulsioni. (Fausto Raschiatore)