Murano, la Vecchia Ammurianum, fu così denominata in onore della porta (e del rione) dell’antica città di Altino, i cui abitanti si rifugiarono in laguna sotto la pressione degli Unni nell’anno 453. Consiste di una serie d’isole minori intagliate da rii e canali, incastonate sulla costa dell’alto Adriatico come gemme vitree colorate: colori sgargianti delle case brillano nell’isola di Murano, nota in tutto il mondo per i suoi vetri artistici. Fin dal IX secolo Venezia, capolinea di trasporti marittimi dalle coste orientali del Mediterraneo, legò il suo nome alla produzione artigianale del vetro che, proprio a Murano, si sviluppò tanto da influenzare per secoli le tecniche vetrarie di tutto il mondo. Le origini di quest’arte sono fissate in un documento del 982, in cui viene menzionato un monaco benedettino, Domenico detto Phiolario, un fabbricante di fiale per uso casalingo. 1271 è datato il Capitolare di Venezia, primo statuto dei vetrai che proibiva l’esercizio a chi non fosse iscritto all’arte e l’importazione di vetro straniero. I mastri filari (soffiatori di vetri cavi) nel 1291, con l’editto dogale del Doge Tiepolo, furono obbligati a trasferire nell’isola di Murano le loro fornaci, viste in città come pericolose per  gli edifici storici costruiti in legno (che a Venezia tutt’oggi abbondano). Questa decisione fece di Murano l’isola più ricca e privilegiata di Venezia, uno dei patrimoni culturali del nostro Paese, un’area produttiva e culturale altamente strategica. Murano era retta da un proprio governo, coniava le proprie monete e aveva il proprio Libro d’Oro con l’elenco dei membri dell’aristocrazia. Nelle fornaci di Angelo Barovier, uno dei più grandi maestri vetrai, si iniziarono a produrre il vetro bianco trasparente, che imitava il cristallo, e il lattimo, che si prestava alle somiglianze con le preziose porcellane Ming. Nei secoli a venire Murano si adeguò all’eleganza e alla raffinatezza del Rinascimento, si rinnovò accanto ai mobili del Settecento veneziano, superò la fine della Repubblica di San Marco, trovò la sua originalità nella vetreria moderna e di design. Lampade, lampadari, servizi da tavola, murrine, piccoli gioielli, vetrate decorative e oggetti artistici sono diventati un marchio di fabbrica caratterizzato da uno stile inconfondibile che nasconde il suo successo nella manualità tipica dell’artigianato muranese. In quest’isola maestri, artigiani, artisti, conservano oggi in un fascinoso contesto urbanistico la cultura di una tradizione millenaria. La trasparenza, la fragilità, i colori, fioriscono nelle incandescenze: il soffio e il lavoro alla fiamma rimane l’arte viva di Murano, l’isola di vetro, l’isola del vetro. (fonte: Portale Terre Magiche - http://www.terremagiche.it )