Ancora una bella performance di Antonella Monzoni, fotografa tra le più interessanti dell’attuale panorama fotoamatoriale italiano. Le è stato assegnato, infatti, di recente (maggio 2004), per il lavoro “Lalibela”, il primo premio nell’ultima edizione del Portfolio in Villa, tenutasi nell’ambito della 9^ Internazionale di Fotografia di Solighetto (TV). Questa la motivazione della giuria: “Per lo spessore contenutistico, la complessità dell’ambiente rappresentato e l’indagine di carattere antropologico. Elementi perfettamente armonizzati da un linguaggio espressivo di raffinata intensità”. Decisamente una bella indagine fotografica, profonda, intensa, carica di significati, collocata in una trama progettuale curata in ogni dettaglio, realizzata in Etiopia, a Lalibela appunto, città santa della comunità cristiana ortodossa, in occasione della veglia pasquale del sabato santo. E’ uno studio con il quale l’autrice emiliana penetra, con abilità conoscitiva e curiosità intellettuale, in un mondo singolare, carico di misteri, tradizioni e consuetudini, in cui domina il rituale religioso che dà all’ambiente una atmosfera particolare, unica, connotata da una singolare specificità. Come per gli altri lavori, anche in questo, Antonella Monzoni non giudica, osserva attentamente, riflette ed interpreta. L’autrice non emette sentenze, ma “legge” il contesto che indaga e lo innerva del proprio intimo, arricchendolo in termini di emotività. E’ il suo modo di essere fotografa, la sintesi concettuale di uno stile. Il bianco e nero, i cui valori tonali sono curati in ogni dettaglio e ben coniugati tra loro, anche con il ricorso a studiate sfocature, conferisce inoltre alle immagini un ulteriore particolarità, per cui l’indagine, già ricca di contenuti, si veste di una nuova soggettività, in cui si coniugano la sensibilità dell’artista con la cultura ed i simboli del contesto, supera il taglio documentativo e raggiunge valenze di raffinate concettualizzazioni narrative. Antonella Monzoni è nata a Modena, dove vive e lavora; fotografa dal 1995. L’amore per i viaggi, le novità, le scoperte, le emozioni nuove, da una parte, e la voglia di “leggere” in maniera personale ed intima i tratti che caratterizzano le persone ed i luoghi in cui esse vivono, dall’altra, sono le variabili strutturali da cui è partito l’interesse della Monzoni per l’arte della luce. (Fausto Raschiatore)