Questo profilo è la combinazione strutturata di due frammenti linguistico-espressivi omogenei realizzati da Roberto Montanari, fotografo ligure, autore di apprezzate performance fotografiche nelle quali dominano, di frequente, per non dire sempre, l’amore per le antiche tecniche di stampa e il desiderio di esprimere qualcosa di intimo, di profondamente personale. Un linguaggio, il suo, partecipato, sentito, sempre collegato alla nostra contemporaneità, efficace veicolo per esprimere un concetto, lanciare una riflessione. Due segmenti – La Voce del Mare e Dentro la Fontana – che corrono sullo stesso filo linguistico/narrativo, ai quali Montanari ha affidato un messaggio fortemente concettualizzato, per poi confluire in “Aqua”, la loro sintesi. Dice l’autore: “Per i miei lavori e per trasmettere con forza le mie sensazioni utilizzo una particolare tecnica di stampa: la gomma bicromatata. Cerco di coniugare un certo stile “moderno” con la tecnica antica che mi permette attraverso la sua matericità, profondità e resa tonale di ottenere una più intensa partecipazione e di trasmettere meglio sensazioni e senso di mistero. Le mie gomme sono multiple proprio per dare spessore e materia”. Attraverso l’acqua l’autore riflette sul “ciclo della vita”. Tematica che rappresenta molta parte della sua ricerca, sempre equilibrata, intensa, partecipata, carica di significati, talvolta visibili, incisivi, talaltra, invece, ambigui, quasi misterici, appena leggibili, volutamente indecifrabili, come l’intimo di un essere umano, come il proprio, ovvero quello di Montanari. Autore che si esprime attraverso la tecnica della “gomma bicromatata”, non tanto perché il procedimento distribuisce quell’inevitabile e stimolante connotazione pittorica di cui si impregnano le immagini, ma esclusivamente per il gusto e il piacere di dare contenuto, significato e dimensione alla propria sensibilità, che è il vero motivo guida della ricerca fotografica di Montanari. L’acqua rapisce lo sguardo e l’anima del fotografo di Sestri Levante che nelle “sequenze” appena percettibili dello scorrere dell’acqua, microcosmi poetici e straordinari in cui dominano bellezza e musicalità, alimentano un linguaggio naturale e sublime. Contesto nel quale Montanari si “cala” per riflettere e argomentare sulla nostra contemporaneità. E’ un riflettere articolato, complesso, collegato alla natura, simile a quello che evoca l’insieme delle figure che si stagliano silenziose e poetiche tra gli spazi di una ribalta in uno spettacolo di danza nel quale si muovono figure stilizzate e indecifrabili, quasi un tavolozza di sensazioni e di valori tonali che volteggiano coniugandosi con la musicalità di uno spartito di suoni magnifici, straordinari, inediti. Montanari vede il percorso che ciascuno di noi ha nella propria vita, a cominciare da lui stesso, dalla sua famiglia. E “Aqua” ne una sintesi significativa, con un leggero taglio autobiografico. Due segmenti si sensibilità emozionale le cui fotografie frammentano contesti tanto stimolanti quanto concettualmente espressivi. In queste immagini, cui la speciale tecnica di stampa dona una specificità propria, curate nell’organizzazione compositiva e contenutistica, si leggono atmosfere e silenzi efficaci, forti, genuini che innervano le fotografie di una singolare trasparente velatura che Montanari costruisce e ci porge da leggere come sommatoria di più riflessioni personali, ma, al contempo, anche come qualcosa con cui coinvolgere gli altri, attraverso l’incontro di differenti sensibilità, l’Autore e il Fruitore. Roberto Montanari è affascinato dalle potenzialità creativo-espressive e dalla manualità delle antiche tecniche di ripresa e di stampa. Che pratica da sempre. Non solo. Fa parte del celebre Gruppo Rodolfo Namias, associazione che promuove la conoscenza e la diffusione delle tecniche storiche e alternative. Ha tenuto e tiene seminari e workshop sulle antiche tecniche di stampa. Molte le mostre, personali e collettive, di cui è stato protagonista. (Fausto Raschiatore)