[…]e fa che il fiume ti risponda
che da sempre siete amanti.
Suzanne, F. de Andrè

Un insolito modo di attraversare il Po, nel tratto che da Casale Monferrato arriva al delta, rintracciando le “impronte” umane sull’acqua o intorno a questo elemento.
Molte sono recenti dimenticanze, alcune sbiadite, consumate o trascinate dalla corrente, lasciate sul margine come segnali di una permanenza, altre di un passaggio furtivo, altre sono veri e propri gesti d’abbandono.
È sul confine che si gioca la tensione tra l’elemento che per natura scorre e quello antropizzato che cerca uno spazio per fermarsi e stanziarsi più a lungo o una dimensione nella quale rifugiarsi dalla stabilità ordinaria.
Come si abita il margine del fiume? Stando sospesi con possibilità di ancoraggio costante? Il lavoro di Millenotti è un esercizio di equilibrio, che anche dove questo non è presente per scelta dell’uomo che si avvicina al territorio con sapienza, lo diventa in questa ricerca, nello sguardo che indica l’inquadratura. Nel modo di guardare le cose ma anche di stare in ascolto,  inseguendo i contorni liquidi e temporanei che avvolgono le architetture, o semplicemente il ritirarsi dell’acqua che lascia scoprire quanti elementi può contenere un fiume.
E se questo lavoro si intitolasse “Impronte dell’acqua”? Proprio a sottolineare per un attimo il silenzio e l’invisibilità dell’uomo e la capacità del fiume di dettare il senso della misura e della proporzione, variabile?

R. Chessa

Altre serie fotografiche dell'autore sono visibili nella sua pagina di Flickr seguendo questo link: http://www.flickr.com/photos/millenottipietro