I fotografi del gruppo Mignon indagano la realtà con al centro l’Uomo e il suo ambiente, con due obiettivi: esplorare iconicamente il contesto osservato e diffondere il linguaggio fotografico, nel quadro di un progetto di stimolante respiro culturale in cui dominano, al di là dell’autonomia espressiva dei singoli protagonisti, la street photography, il bianco e nero e una studiata esplorazione del reale. Sette autori legati da una profonda amicizia e dalla passione per l’arte della luce, curiosi in termini di conoscenze, sensibili e determinati, che ritengono la fotografia un mezzo per testimoniare le proprie realtà e raccontare gli “altri” nei loro contesti. Sulla strada, di giorno e di notte, in città e tra le periferie, in ogni momento e luogo, per rappresentare l’intimo di un mondo straordinario con storie di ogni tipo e dimensione. I fotografi Mignon veicolano messaggi di grande intensità emotiva e “vivono” le realtà che indagano; il loro lavoro è parte importante della fotografia sociale direttamente collegata alla ricerca della sociologia visuale. Essi “condividono – ha scritto Naomi Rosenblum (Gente di Fotografia/2004) – un costante interesse per le persone e per le loro relazioni con la cultura contemporanea”. Ferdinando Fasolo, Mauro Minotto, Giorgio Pandolfo, Giampaolo Romagnosi, Angelo Tassitano, Marco Turetta e Giovanni Umicini, sono i protagonisti dell’Associazione Culturale, testimoni che scrivono per le generazioni future la nostra storia, dando dimensione e identità al nostro tempo. Un progetto, quello di Mignon, che ha nella Farm Security Administration, in Photo League, nelle migliori pagine di Life e Magnum e nelle loro testimonianze della fotografia a vocazione sociale, le fonti d’ispirazione e gli approdi culturali di riferimento. Non mancano tracce delle lezioni di Lee Friedlander e Garry Winogrand. Nell’ambito del gruppo veneto – nato nel 1995 – da sempre si lavora a un progetto di studio e di ricerca condiviso e corale che in realtà è una proposta culturale in progress da cui traspare, oltre a sfumature concettuali, una leggera connotazione ideologica, quasi un messaggio di sensibilizzazione emotiva. Momenti condivisi di varia umanità, storie semplici e complesse, tristi e allegre, individuali e collettive. Tutti segmenti raccolti con l’intento di dare visibilità alla realtà che spesso la si guarda senza “vederne” i contenuti e i significati veri. Realtà che l’osservatorio Mignon, invece, scandaglia per penetravi all’interno ed esplorarla nel profondo. Un diario sulla nostra contemporaneità scritto da sensibilità diverse con un linguaggio lineare, efficace e sentito che caratterizza e collega tra loro, il lavoro individuale dei protagonisti del gruppo. Come in questo Profilo (due foto per autore). (Fausto Raschiatore)

FOTOlogie