Loris Menegazzi
Adriana Scalise
di


Loris Menegazzi è un fotografo schivo, resistente alle mode passeggere e per nulla incline ai facili entusiasmi. Impassibile alle lusinghe delle pervasive tecniche del digitale, egli appartiene a quella ormai esigua schiera di fotografi che professa e pratica ancora un’assoluta fedeltà al concetto di fotografia “pura”, cioè esente da contaminazioni e sovrastrutture. L’occhio, la mente e il cuore, di bressoniana memoria, sono, per il nostro autore, gli elementi fondanti nella scelta delle inquadrature, mentre l’uso sapiente del grande formato: pellicole piane da 20x25 cm, stampate a contatto, costituisce la sua punta d’eccellenza nella resa tonale e chiaroscurale dell’oggetto fotografato.

Fino all’11 luglio 2004, Loris Menegazzi è presente presso lo Spazio Antonino Paraggi con “Il S. Artemio”, un lavoro inedito di grande attualità. S. Artemio è, infatti, un quartiere alla periferia di Treviso, da molto tempo nel cuore dei trevigiani per due differenti motivi: in quanto simbolo di dolore e follia, per essere stato sin dai primi del 900 sede dell’Ospedale Psichiatrico, e perché inserito nella cornice del Parco Naturale dello Storga, noto per la caratteristica bellezza delle sue acque risorgive. Di recente, l’intero complesso dell’ex Nosocomio, è stato acquistato dalla Provincia di Treviso con l’intento di insediarvi i propri uffici e di riunificarlo al contiguo Parco Naturale, questo, al fine di evitarne il frazionamento e lo sfruttamento edilizio.

Loris Menegazzi ha voluto immortalare per sempre questi luoghi prima della loro definitiva trasformazione e lo ha fatto calandosi nell’abbandono del luogo ed ascoltandone a lungo il silenzio. Ha poi raccolto, con delicatezza ed infinita pazienza quei frammenti di architetture e di paesaggio, quali: facciate di edifici dalle porte e finestre sbarrate, muri sbrecciati, panchine, arbusti, e alberi ora spogli, ora in fiore, che ha ritenuto fossero maggiormente significativi e adatti a raccontare la storia o meglio le tante microstorie di quanti sono transitati in questo luogo ameno eppure così denso di dolore. La compostezza con cui l’autore tratta la materia narrativa, la scelta compositiva delle immagini, insieme alla silente eleganza del bianco-nero, contribuiscono a creare attorno ad esse un’aura di sospensione come l’atmosfera rarefatta che genera il ricordo. (adriana scalise)

Loris Menegazzi, è nato a Naefels (Svizzera), nel 1960. Nel 1980 si diploma presso il Liceo Artistico di Treviso, dove inizia a studiare fotografia. Nel 1989 espone una serie di paesaggi alla “Photo Gallery 87” di Conegliano; nello stesso anno partecipa alla mostra “L’insistenza dello Sguardo”, presso Palazzo Fortuny, a Venezia, curata da Italo Zannier, Paolo Costantini, Silvio Fuso e Sandro Mescola, in occasione del centocinquantenario della fotografia italiana. Nel 1992 partecipa ad una collettiva presso la libreria “Quartiere Latino” di Conegliano. Nel 1993 è presente nella mostra sulla fotografia italiana contemporanea “Segni di Luce”, curata da Italo Zannier. Nel 1994 espone una serie di ritratti alla “Galleria Internazionale di Fotografia” di Treviso; nello stesso anno realizza per il Comune di Cavaso del Tomba, nell’ambito di un lavoro di recupero e valorizzazione del territorio pedemontano, intrapreso dall’Amministrazione comunale, una serie di paesaggi raccolti nella pubblicazione “l’Esperienza del Paesaggio”, curata da Marco Zanta ed edita dal Comune di Cavaso. Nel 1995, partecipa a “Geografie: Esperienze di Fotografia Italiana Contemporanea”, organizzata da Francesco Raffaelli, presso la Libreria Dedalus di Cesena. Nel 1999, espone allo Spazio Antonino Paraggi, nella sede di Santa Maria del Sile, con un saggio della sua ricerca sul ritratto. Nel 2001 è tra i nove fotografi che inaugurano la nuova sede dell’Associazione Antonino Paraggi, con la collettiva Zapping n.0.

contributi FOTOlogie