Robert Marnika, fotografo, ricorda e racconta: “Guardo il mare ogni volta che torno a casa… L’attenzione ai riflessi è un gioco di sempre e l’acqua come lente, mi rimanda a forme di profondità, ogni volta una coscienza nuova mi accompagna… Dal mare emerge la mia essenza, l’animo spensierato gioca nel corpo riflesso e si distoglie da ciò che non conosce, da ciò che fa paura, come nella vita. Il momento per riflettere diviene uno spazio senza tempo…”. E nasce Quadrumiki – Pescatore dell’anima, metafora di un uomo stanco che temporaneamente s’apparta per interrogare e interrogarsi, ascoltare e ascoltarsi, capire e capirsi. Una storia di vita fermata in mezzo al guado, con un passato che sfuma in lontananza e un futuro che non c’è, né s’intravede all’orizzonte. Un momento di pausa, quasi naturale. In queste immagini l’autore croato (Zara, 1966) descrive i contenuti di una riflessione, ampia, complessa, di un uomo solo, senza età e senza nome, che si ferma per un momento a riflettere sulla vita, l’esistenza. E lo fa solo con se stesso, come un pescatore, tra i mari del mondo, mentre osserva, medita, tenta di capire; in silenzio e in solitudine… Riascolta il passato, riflette sul vissuto, cerca un approdo esistenziale, in qualcuno o qualcosa. Cammina e riflette, s’incunea tra gli spazi che incontra, fende le atmosfere, ritorna alle vicende della vita. Non si sa da dove viene, né dove è diretto. Simbolo di mille destini… “Il destino mescola le carte e noi giochiamo”, diceva il filosofo Arthur Schopenhauer. Come il Pescatore di Robert Marnika! Una storia come tante altre, in un luogo senza tempo e senza dimensione. Una stimolante figurazione visiva costruita dal fotografo zaratino, interprete sensibile delle tematiche esistenziali e studioso dei materiali fotografici, attento alla ricerca e sperimentazione artistica. Questo lavoro, costruito da pezzi unici, è la sintesi ragionata di una serie di scatti lavorati in post produzione e trattati con materiali chimici speciali, autoprodotti. Colpisce, oltre all’essenzialità dei contenuti e al lirismo delle cromie, quella particolare atmosfera, enigmatica e intensa, che coniuga l’immensità del cielo con le riflessioni del pescatore e il ritmo dei riflessi e delle onde. Un clima psicologico singolare che avvolge l’uomo oppresso da incertezze e paure che s’interroga sul futuro, collocato in una trama stilistica che vibra emozioni e sentimenti contrastanti, ed evoca sensazioni indefinite. (Fausto Raschiatore)