Da anni, tra Giancarlo Marcocchi e la danza, esiste un feeling che con il tempo si è consolidato, è diventato ormai indissolubile, anche perché è continuamente alimentato da un rapporto reciproco di stima e di amore. Un rapporto bello, ricco, carico di passione vera e autentica. …"Plasma" verbo e sostantivo insieme. Quando realizzai queste immagini – confessa l’autore -, nella primavera del 2004, ero in una fase della mia vita alquanto problematica. Le realizzai per liberare anche solo momentaneamente la mente da pensieri esistenziali piuttosto pesanti. Molte immagini, me ne accorsi in seguito, contengono la mia depressione di allora. Il plasma era allora la mia parte fluida e nello stesso tempo densa come il sangue di una grande ferita. Fotograficamente la danza è sempre stata la mia grande passione, ma in quel caso, dopo aver fotografato, non le guardai più. Rimasero nel cassetto per oltre un anno, quel plasma si era rarefatto, era servito per evitare una infezione, era servito per distogliere la mente. Poco tempo fa, mi capitò quasi per caso di rivedere queste fotografie racchiuse in una cartella del mio computer. Cominciai a guardarle e a correggerle senza fare troppo caso al lato artistico, lavorai come fossero opere di un'altra persona. Quando cominciai a estrapolare quelle che ritenevo più interessanti, mi  accorsi che le stavo plasmando con la mia mente, le toccavo, le modificavo, mi accorsi che il mosso di quelle immagini le aveva elaborate la mia mente persa di allora. Da sostantivo il plasma si trasformò in verbo, plasmare queste fotografie mi fece provare la gioia di sentirle finalmente mie. La mia mente, più rilassata, rivedeva i movimenti e risentiva le musiche di allora. La mia danza è sempre vissuta in bianco e nero. In questo caso ho voluto mantenere i colori reali perché non riuscivo a concepire una plasmazione monocromatica”. … Seppure lunga e intima ho ritenuto opportuno pubblicare integralmente questa riflessione che Giancarlo Marcocchi mi ha inviato insieme a un CD di immagini. Essa ratifica ed amplia ambiti cari al fotografo lombardo: conferma l’amore dell’autore per la danza e dimostra la libertà con cui egli opera in fotografia. Non solo. E’ anche l’ennesima dimostrazione di come la fotografia sappia essere, in ogni momento, per tutti, un punto di riferimento! (Fausto Raschiatore)

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