Il fiume Livenza, chiamato da Plinio: Liquentia, segna il limite  occidentale della “Patria del Friuli”; le sue acque, che sgorgano dalle falde meridionali del Monte Cavallo, formano un fiume dalla notevole massa d’acqua, ma è in pianura che si sviluppa per la maggior parte della sua lunghezza, con una lieve pendenza ed un corso tortuoso. L’antico nome Liquentia, pare derivi da “fluido”, “scorrevole”: infatti per lo più scorre placido, fra rive ricche di verde dove spiccano salici, pioppi, vincastri, acacie e robinie, creando insenature ed anse, cui la gente del posto ha dato i nomi, a seconda di ampiezza o forma, di “saccone”, “sacconetto”, “gonfo”, “gonfi”. Dalla morfologia, quindi, deriva il nome di questa porzione di territorio, pittoresca e ricca di varietà floristiche e faunistiche situata a sud del capoluogo di Meduna di Livenza e soggetta, come la maggior parte dei territori lambiti dal fiume Livenza, a periodi di quiete alternati a momenti di esondazioni furiose, dovuti alle tante devastanti piene cui il Livenza ha abituato, nei secoli scorsi, gli abitanti delle terre che attraversa (infopoint posto sull'argine sx nei pressi di Meduna di Livenza).