“La ricerca di una modella, di un interprete delle mie foto, nasce dal bisogno di comunicare qualcosa che ho dentro. La persona fa da veicolo" per tradurre il linguaggio del mio inconscio e fa si che il messaggio sia più leggibile anche se lascia margini d'interpretazione come è giusto che sia per una forma di comunicazione visuale qual è la fotografia”. In questa riflessione la sintesi concettuale dei contenuti espressivi e linguistici di questa ricerca di Isabel Lima, autrice brasiliana (Belo Horizonte, 1956), finissima interprete del mondo indagato iconicamente nel quale un posto fondamentale occupa la Donna e l’universo che la caratterizza, nelle sue diverse articolazioni. L’autrice mette in relazione la donna – attraverso la modella, il soggetto “tramite” - con il mondo esterno con cui dialoga e si confronta mediante il lancio di messaggi essenziali, ricchi di emotività. La donna è al centro della ricerca, con le sue ansie, i suoi sogni, le sue dimensioni - infinite e plurali -, che l’artista sudamericana osserva, interpreta, filtra e poi ricolloca su orizzonti nuovi con visibilità inedite, in contesti diversi, ma sempre legati dal filo conduttore dello studio. E’ un lavoro intrigante; un gioco sottile di rimandi emotivi che si snoda in una trama elegante i cui contenuti sono estremamente stimolanti. L’autrice elabora una fotografia che lega, in un quadro d’analisi complesso e in un bianco e nero curato, innervato d’un tratteggio psicologico, due sensibilità, la propria e quella del soggetto. Una donna che “osserva” un’altra donna con l’obiettivo di indagare e interpretare meglio se stessa. Due diverse sensibilità che si integrano e si completano per dare visibilità ad un particolare segmento della femminilità, uno degli elementi strutturali della produzione artistica di Isabel Lima, sempre delicata e raffinata. I suoi nudi non concedono nulla all’ambiguità, alla doppiezza, sono semplici e schietti. E’ un modo di leggere il mondo-Donna con discrezione e naturalezza. Isabel Lima è coinvolta emotivamente, c’è un quid sottile di complicità narrativa tra lei e la modella, che collega momenti intimi che vanno a confluire nello scatto: un breve percorso di studio e di percezioni che si conclude. Ogni immagine di questo lavoro traccia un itinerario emozionale nuovo: tutte insieme disegnano un segmento particolare, tra i tanti di cui si compone l’universo femminile. (Fausto Raschiatore)