Le immagini della serie Il paesaggio invisibile, realizzate tra il 2004 e il 2008 nel più grande distretto italiano di agricoltura intensiva, tra le province di Ragusa e Caltanissetta, indagano il paesaggio costiero dei villaggi informali di seconde e terze case, sorti abusivamente tra gli anni Sessanta e Ottanta, in gran parte regolarizzati dai tre condoni del 1985, 1994 e 2003 e tuttora sospesi in una incompiutezza permanente. Lontano dagli stereotipi di una rappresentazione oleografica della Sicilia rurale e agricola, le fotografie descrivono un paesaggio nel quale il non finito e l’abbandono si fondono ad un’atmosfera di attesa e rarefatta sospensione.
"Il territorio preso in esame vede alternarsi strutture agricole precarie in una condizione di parziale dismissione e insediamenti residenziali cresciuti per infiltrazione nei loro interstizi: due realtà territoriali le cui trame tendono a sovrapporsi e a svilupparsi l'una all'interno dell'altra, senza essersi dimostrate capaci di trarre un reciproco vantaggio dalla loro prossimità, configurandosi di fatto come sistemi autonomi.
La riflessione sull'origine e sui processi di formazione degli insediamenti abusivi porta con sé alcune considerazioni sull'abitare ai margini, non solo rispetto a un centro che ha perduto la propria funzione dominante, ma anche rispetto alle sue regole. Prodotti sulla spinta di interessi e desideri che hanno avuto a disposizione un tempo troppo breve per consolidarsi, gli insediamenti osservati si rivelano ad uno sguardo contemporaneo come episodi abbozzati, sospesi nel tentativo di diventare città, o più realisticamente, fin dal principio estranei e indifferenti a raggiungere un'identità urbana compiuta. Cresciuti senza un piano che ne orientasse la crescita e senza il supporto di funzioni e attrezzature pubbliche, conservano un carattere precario che paradossalmente si scontra con la permanenza dei manufatti.
Il paesaggio sin qui descritto, se osservato attraverso una lente nuova, nelle sue discontinuità ed incertezze, ha dato vita tuttavia a luoghi attraversati da una tensione costante, in cui abbandono e rigenerazione, marginalità e microeconomie locali attive convivono e si sovrappongono" (dal libro "Il paesaggio invisibile. Dispositivi minimi di neo-colonizzazione", Librìa, 2008. Riproduzione vietata).
Tutte le immagini sono state realizzate con una macchina fotografica medio formato su pellicola negativa a colori.

Davide Pagliarini, 1976. Laureato presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, dove è docente a contratto di Progettazione Architettonica, la sua attività coniuga diverse discipline, dall’architettura alla fotografia, dalla grafica al paesaggio. Inizia a fotografare nel 1994, viaggiando nei paesi dell'Europa e del Mediterraneo, compiendo ricognizioni orientate da un preciso interesse per l’ambiente e il territorio.
Nel 2004 riceve una menzione d’onore al Premio Internazionale di Fotografia “Viaggio in Basilicata. Identità di un territorio”. Nel 2006 espone una serie fotografica denominata “Meditazioni sull’assenza" presso La Fabbrica del Vapore - Polifemo.
Nel 2002 fonda il laboratorio new landscapes, un progetto di ricerca multidisciplinare che colloca al centro del proprio campo di indagine la relazione tra uomo e ambiente nel paesaggio contemporaneo, concentrando la propria attenzione sui territori in trasformazione posti tra aree urbanizzate e ambiti naturali.
Nel 2008 new landscapes collabora alla redazione del numero tematico di Archphoto sul tema "Ecologia".

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www.ilpaesaggioinvisibile.org
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