Appassionato viaggiatore, Aldo Gabbana, affianca da sempre alla professione di fotografo documentarista quella di autore creativo, con il merito di aver costruito nel tempo, e non solo, un rapporto privilegiato con la Natura. Come si legge, peraltro, tra le righe e dentro le fotografie esposte e ottimamente impaginate. Gabbana ha sempre coniugato con equilibrio e coerenza le esigenze della clientela con quelle della propria sensibilità, anche se raramente le esigenze della committenza coincidono con quelle dettate dal proprio intimo, dalla propria sensibilità. Infatti, l’autore di Mirano, ammette, come uomo e come fotografo, di essere costantemente impegnato nella ricerca fotografica e di averne, sempre con maggiore frequenza, la necessità di farlo, l’urgenza quasi di soddisfare specifiche esigenze narrative, sia con l’utilizzo del colore sia con il bianco e nero, ispirate dal proprio “sentire” e concentrate per lo più sul Paesaggio e sull’Antropologia. Elementi attraverso i quali, si determina il profilo reale della sua ricerca fotografica. Rigorosa, attenta, concreta, a tratti poetica.

Colori. Linee. Trame. Forme. Un vero e proprio vocabolario visivo, che Aldo Gabbana coniuga con la sintassi fotografica, ovvero con la tecnica. L’autore cioè, esplora e studia gli aspetti umani dal punto di vista morfologico, fisiologico, psicologico. Direttrici portanti coordinate in una tessitura linguistico-espressiva di buona valenza culturale, attraverso le Forme, veicoli per lanciare messaggi, argomentare riflessioni, leggere contesti. Una teoria di “figure”, forme spontanee, regolari e irregolari, stilizzate e silenziose, poggiate sul nulla, che conversano tra loro in un linguaggio non sempre percepibile, né interpretabile che si rincorrono tra le vie del mondo mutuando le sembianze di geometrie sconosciute e fluttuanti. Figure senza nome, senza storia né memorie, talvolta più stilizzate, talaltra meno, sempre connesse in linea diretta con le condizioni ambientali. Forme di soggetti, di oggetti, astrazioni coloristiche, creazioni estemporanee, spontaneismi che si muovono in un gioco armonioso e stimolante di vibrazioni naturali e sfumature accattivanti che confluiscono alla creazioni di sintesi visive straordinarie e approdi policromatici di grafismi fantastici, tutti diversi tra loro.

Viaggiare per Aldo Gabbana significa indagare strade inesplorate, vivere tra gli spazi del mondo e catturarne le atmosfere, le ambiguità, i misteri, le valenze espressive. Egli vuole osservarne le bellezze, ascoltare i silenzi, scoprire le dimensioni più intime. Osservando le immagini di questa rassegna, si ascoltino, per esempio, i silenzi del deserto o i rumori singolari dei grandi spazi, cadenzati e irriverenti. Si rifletta sull’immensità degli orizzonti, sulla vastità delle trame iconografiche, sulla texture coloristica. Al centro dell’Universo fotografico di Aldo Gabbana c’è un forte interesse per la relazione, il contatto culturale, la dimensione storica, le memorie dei contesti indagati; si vogliono vivere esperienze nuove, dinamiche estetiche  inedite, momenti iconici sconosciuti. Aldo Gabbana va oltre il paesaggio e penetra tra i tipi e gli aspetti umani da diversi punti di vista, con l’occhio attento a percepire la valenza antropologica e culturale, per poi studiarne il loro concreto manifestarsi nelle diverse società umane. (Fausto Raschiatore)