Decisamente un lavoro stimolante, questo di Giorgio Bombieri, uomo sensibile e fotografo attento, capace di penetrare, con l’obiettivo della sua macchina, con uguale impegno, nei diversi contesti da indagare, sia a livello locale, che nazionale e internazionale, come avviene in Hanoicuaitoi. Un lavoro articolato nella sua struttura portante di cui pubblichiamo una selezione in grado di esprimere il valore della ricerca in quanto tale, ma anche di quantificare la sua forza narrativa, l’efficacia e le valenze che alimentano il messaggio che veicola lo studio. E’, infatti, un lavoro commissionato da una struttura di tecnici che opera nel campo dell’architettura e dell’urbanistica, per gestire l’appalto per la progettazione del piano urbanistico della Grande Hanoi (Great Hanoi). Un reportage, quindi, con precisi obiettivi e specifiche necessità. Bombieri è riuscito a descrivere il contesto indagato, con equilibrio e con il giusto distacco che non deve mai mancare tra il reporter e il reale osservato e lo ha fatto senza ricorrere all’uso delle cosiddette foto d’effetto che sono tipiche di un certo reportage fotografico. Bombieri, invece, evita queste caratterizzazioni, fedele alla propria sensibilità e al rispetto che ha per il prossimo, ma soprattutto per i deboli e gli ultimi. E non solo per non cadere nella speculazione facile e gratuita, ma perché lui – ed è una connotazione strutturale delle sue ricerche fotografiche – è uno di quegli autori che prima analizzano con attenzione il problema da affrontare nelle sue possibili articolazioni e poi decide cosa e come fare. E non il contrario. Bombieri approfondisce le conoscenze sull’ambiente e il contesto da leggere, se ne impossessa in termini di sapere, sia dal punto di vista storico, sia per ciò che attiene l’attualità, dandosi un progetto con precisi equilibri e studiate modalità narrative. Progetto che poi realizza con le inevitabili variazioni, impreviste e imprevedibili, che nel reportage sono molte e frequenti, talvolta condizionanti al punto di dare un senso nuovo al progetto ipotizzato. Anche sui tagli Giorgio Bombieri è severo con se stesso, nel senso che si comporta da persona sensibile e da fotografo attento qual è. Coniuga con equilibrio i propri punti di vista con le esigenze delle ricerche, riuscendo ad essere equidistante tra le cose possibili e quelle realizzabili. Che è la cifra che caratterizza Hanoicuaitoi, una cifra che è anche la risultante di un’ipotesi di lavoro e la prospettiva di una realizzazione: fare un reportage fotografico che cogliesse il modo tradizionale di vivere degli abitanti di Hanoi (città caotica, con presenze di architettura francese fine '800 inizi '900, capitale culturale del Vietnam), nel quale gli abitanti si riconoscessero come in uno specchio. Equilibrio cromatico, cura della composizione, gestione del dettaglio, armonia tra i diversi elementi delle immagini, sono le variabili portanti della ricerca fotografica di Giorgio Bombieri, le quali, unite a una profonda sensibilità e a un concetto di solidarietà che connota tutta l’attività dell’autore, ne fanno una figura speciale, uno studioso rigoroso, un punto di riferimento per molti, in particolare per quanti hanno problemi e lottano per vivere e sopravvivere. Giorgio Bombieri è operatore sociale; si occupa di fotografia sociale e di architettura. Progetta e conduce laboratori creativi nelle carceri, in ambito psichiatrico, con i tossicodipendenti e con i migranti. Ha pubblicato diversi lavori di documentazione, indagine e ricerca. Ha esposto in mostre collettive e personali. (Fausto Raschiatore)

FOTOlogie