Che ci sia bisogno di diffondere la cultura fotografica anche a mezzo stampa è idea comune. Meno comune è trovare chi realmente si impegna a farlo.
Un elenco delle riviste specializzate – e serie – che trattino questo argomento, nel nostro paese, occuperebbe appena due righe di questo articoletto, ed anzi chi scrive trova interessante - un giorno, chissà - una comparazione dei prodotti disponibili sul mercato: lati buoni e cattivi, rapporto qualità/prezzo, un po’ come succede nelle pagine dei siti dedicati ai prodotti merceologici!
Ma a che serve lamentarsi? Meglio concentrarsi su ciò che di buono accade e si produce in Italia, dove ad esempio, nel dicembre del 2008, è uscito il primo numero di una nuova rivista dedicata alla fotografia, La clessidra.
Il titolo è accompagnato da un sottotitolintento che recita: rivoluzione tra tempo e fotografia.
L’oggetto da sfogliare è interessante, anche grazie all’idea dei suoi ideatori di rendere la possibilità di lettura “doppia” ovvero data da due copertine (in base a come lo si gira) e due sezioni che trattano della fotografia più storica l’una e della fotografia più contemporanea l’altra.
Questo mi pare intelligente, perché non esiste un muro tra l’una e l’altra, e chi scrive riguardo alla fotografia dovrebbe passare (e permettere ai lettori di poter passare!) da qua a là nel tempo senza incontrare varchi; questo senza ignorare le grandi diversità che intercorrono tra passato e presente.
Perché o l’uno o l’altro, se la fotografia è un fiume unico che scorre con impeto
Qui, nessuna scissione, come hanno ammesso, accettando di scrivere su La clessidra “storica”, due stimati studiosi come Silvia Paoli, conservatore del Civico Archivio Fotografico di Milano e Roberto Mutti, storico e critico della fotografia.
Roberto Mutti ha parlato di due fotografi non sufficientemente conosciuti quanto validi come il siciliano Domenico Scudero Papale e il milanese Virgilio Carnisio.
Silvia Paoli ha raccontato la storia e illustrato le attività svolte dall’istituzione lombarda con cui collabora, con puntualità e non mancando di fornire informazioni sulle consuetudini catalografiche d’inizio secolo rispetto all’attuale modo di intendere il valore degli oggetti schedati. Le ultime sue frasi, che precedono le parole degli articoli de La clessidra “contemporanea” parlano dell’Archivio Paolo Monti, che il Civico ha in deposito dall’aprile del 2008 e che qui può simboleggiare un patrimonio d’eccellenza per ciò che riguarda l’aspetto di raccordo tra passato e presente.
Meno d’impatto è La clessidra “contemporanea”, fatto forse dovuto ad un’impaginazione che vuole darci molto – e molto ha da dare! – dove l’attenzione viene un po’ distratta dalle grandi scritte e dai titoli, più moderni e colorati.
Di certo nella prima parte si è più rigorosi, ma quella diversità che forse si è in questo modo cercato di sottolineare si sarebbe sentita comunque, e la carta che cambia tra la prima e la seconda parte della rivista è una scelta tattile e visiva che si apprezza.

La clessidra, diretta da Umberto Armiraglio e Claudio Argentiero è espressione dell’A.F.I. Archivio Fotografico Italiano - www.archiviofotografico.org - attivo a Busto Arsizio e Castellana, e può essere richiesto inviando una mail all'indirizzo info@archiviofotografico.org al costo di di 11 euro spedizione compresa. La rivista è é semestrale, e il secondo numero sarà presentato il 24 maggio, in occasione della 7^ Festa della Fotografia d'Autore.


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