Maurizio Galimberti, “istant arstit”, con ParigiMunich (Blackboard, 2007 - Milano) conferma la propria vocazione per la ricerca, sperimentazione e creatività; mette insieme in questo lavoro una serie di scatti dedicati all’universo parigino e li colloca in una trama espressiva che da anni è la cifra portante del suo “fare fotografia”. L’artista lombardo con il proprio linguaggio, intrigante e coinvolgente, elabora da tempo un proprio stile nel panorama della fotografia d’autore, riuscendo ad essere sempre originale, anche a Parigi, in un luogo dove non è facile creare qualcosa di nuovo. Egli si è affidato solo al proprio istinto, al proprio intuito, lasciandosi guidare dalla sua sensibilità, dalla sua capacità di “vedere” l’invisibile, di “ascoltare” momenti e situazioni e catturarne i contenuti che gestisce con la sua personale narratività. Galimberti con Parigi ha un rapporto particolare. E si vede, in questa come in altre ricerche, soprattutto con le atmosfere e le specificità che la caratterizzano e che l’autore “incornicia” mediante l’utilizzo di tecniche manipolative proprie dell’arte istantanea. E’ nello spirito di Galimberti essere libero, onirico, lasciarsi andare nell’espressività artistica. Soffre i condizionamenti, le limitazioni insite in un progetto chiuso… “Il quotidiano è ciò che lo affascina. E la tensione per quella mescolanza - scrive Denis Curti -, che solitamente spaventa e ostacola, diviene una straordinaria sfida, un riuscito confronto nel saper richiamare a sé sia circostanze che avvenimenti, nel costringere le cose a sconfinare dalla neutrale indifferenza”. Maurizio Galimberti riesce ad estrarre dal contesto che indaga appunti “personali” che trasforma in profili d’arte visuale di accattivante bellezza cromatica e straordinaria intensità iconica. Egli osserva e costruisce, a Parigi come altrove, una trama linguistica in cui si coniugano lo spirito di chi indaga con l’osservazione sistematica del nostro tempo. L’artista produce una fotografia innervata di stimolanti contaminazioni pittoriche, equilibrate modulazioni cromatiche e materiche segmentazioni segniche, variabili che fuse tra loro, disegnano una trama narrativa di affascinanti visualizzazioni sulla nostra contemporaneità di taglio post-moderno in cui domina e si articola il concetto di movimento, nel senso di ritmo, armonia, equilibrio.(Fausto Raschiatore)

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