L’approdo di un autore all’Autoscatto è un fatto mentale complesso, che investe diversi universi: il silenzio, la solitudine, gli ambienti, il corpo, il nudo. Auto-fotografarsi significa auto-rappresentarsi e, quindi, tentare di auto-giudicarsi. Come fa Iaia Gagliani, architetto-fotografa milanese, con creatività, equilibrio e classe. “La fotografia mi permette di dare un senso al tempo e mi aiuta a fare ordine nella vita che scorre ... Fotografo per non dimenticare.” Sostiene l’autrice, che affida alla fotografia un compito importante: avere in ogni momento la possibilità di interrogare la memoria e vivere la propria vita in modo ordinato con sentimento, coscienza e consapevolezza, dando un significato a tutte le cose, in ogni momento e, al contempo, viverle con armonia, sobrietà e metodo. Eccone un concreto esempio che riguarda queste immagini: “Se inizialmente pensavo opportuno usare o solo il b&n o il solo il colore, dopo vari tentativi e avendo scelto il b&n perché lo sento più vicino, ho provato ad inserire tre scatti a colori che vogliono essere l'elemento inaspettato e quindi di sorpresa. Volutamente posizionati centralmente per creare una sorta di brevissimo intervallo”. Con questa precisazione, che evidenzia carattere, personalità e disponibilità, l’autrice ci ha inviato le fotografie di questo profilo che pubblichiamo con la sequenza proposta. Segmento straordinario di un percorso di ricerca. Nel quale sono ottimamente coniugati sentimento, senso logico, equilibrio e una invisibile proiezione di sensazioni e percezioni che va Oltre, sull’orizzonte del tempo e sfuma in lontananza, tra l’invisibile, che la fotografia rende visibile. “Auto_Ritratti” è un portfolio di qualità, presentato con discrezione, da un’autrice sensibile. Nella forma e nei contenuti, tra simboli e figurazioni, descrizioni e interpretazioni, allegorie e metafore. Ventisette scatti intensi, sentiti, vissuti con i quali Iaia Gagliani precisa i termini delle proprie auto-letture. Un lavoro con una strutturale connotazione concettuale che invita alla ricerca, all’indagine, allo studio, alla sperimentazione con un ventaglio di tratteggi originali, sia dal punto di vista fotografico che da quello culturale. S’intravede tra le pieghe del portfolio un impalpabile disagio, forse pudore, soggezione, non frequente tra i fotografi che fotografano se stessi. Non solo, quindi, fotografia elegante, inedita, ricercata, dove domina una teoria di silenziose e autorevoli stilizzazioni collegate tra loro da un imprinting narrativo che Iaia Gagliani governa con grande abilità, discrezione e coerenza linguistico-espressiva, ma anche, forse, con qualche timore e un filo di timidezza. Si osservi in ogni immagine il comportamento del viso! Uno stile definito, a tratti aristocratico, insieme a una trama iconica raffinata, in qualche frammento leggermente estetizzante, che alimenta e supporta la cifra narrativa delle opere, ritmata e coerente, costantemente connessa con un linguaggio che l’autrice esprime in un contesto carico di atmosfere, al limite di una studiata e laica religiosità. Piace l’eleganza, lo stile personale, la composizione organizzata in ogni dettaglio, la gestione del bianco e nero che si snoda in una trama di valori tonali articolata per cui il ritmo narrativo vive in sintonia con la gestione degli spazi, tra sfumature diverse, ora più leggere ora più marcate, sempre però nell’ambito di una progettualità intensa, convincente, venata da una patina di ambiguità, sapientemente collocata lungo la sequenza. Incide l’Architetto nel rispetto del Fotografo. Studiate le sfumature fino a raggiungere sintesi chiaroscurali d’intensa partecipazione emotiva. Dominano, oltre alla ricercatezza, l’esaltazione della composizione, della soggettività, della dimensione onirica dei toni chiaroscurali, dei cromatismi, delle linee che disegnano dimensioni e dinamiche inedite e sconosciute. Vere e proprie geometrie coniugate con armonia stilistica e dinamica linguistica. C’è progettualità, creatività, personalità e arte, che “è un tentativo – per dirla con J. Conrad, scrittore inglese di origine polacca - di trovare nelle forme, nei colori, nella luce, nelle ombre, nelle apparenze della materia e nei fatti della vita ciò che in ciascuna di queste cose è fondamentale, ciò che è durevole e essenziale”. Tentativo riuscito a Iaia Gagliani, coniugando Fotografia e Architettura, Luce e Sensibilità.  E non solo. (Fausto Raschiatore)