Questo portfolio, studio-ricerca di taglio sociologico, realizzato col linguaggio dell’arte fotografica, permette di esplorare l’universo della scuola per capire, attraverso l’analisi dei comportamenti di chi vi opera, e dei messaggi che tali comportamenti ispirano, le diverse dimensioni in cui si articola il mondo stesso della scuola. Non solo. Il book dà l’opportunità di leggere a fondo e nel dettaglio, l’interno della struttura Aula, il percorso comportamentale, relazionale ed evolutivo dei diversi processi formativi che vi maturano, talvolta comprensibili talatra meno. Sempre comunque importanti e complessi. Siamo a scuola, all’interno di una classe, nella quale un docente-fotografo, quello di “Lettere”, nei momenti in cui la classe è assente, fotografa, indaga, legge iconicamente, interpreta attraverso il mirino della sua macchina fotografica, il proprio spazio di lavoro, il proprio mondo scolastico, la propria dimensione e quella dei suoi allievi. Egli indaga l’Aula “vuota”, in silenzio, con rigore, ispirato dalla propria sensibilità e favorito dal fatto di essere docente. Indagare l’Aula, significa indagare l’unità simbolo in termini spaziali, da cui partono e si formano i primi approdi relazionali di ognuno di noi. L’Aula è un contesto estremamente articolato. E questa lo è in modo particolare. Emanuele Franco fotografo, dimostra con questi scatti, una buona capacità di sintesi, di saper mettere il giusto distacco tra l’uomo fotografo e l’uomo docente rispetto all’ambiente e alle atmosfere che lo caratterizzano. L’autore cattura letture, consapevolezze, valenze e frammenti di vita giovanile che colloca in una trama di percezioni, sensazioni e riflessioni coniugate in una tessitura iconica equilibrata e pregevole. Forme geometriche ispirate, colorismi riflessi e sfumati dal tempo e dalla noia, segni indecifrabili senza logica, almeno in apparenza, puntualizzazioni tipiche dei giovani, riflessioni spontanee, audaci, ambigue, diversi messaggi, alcuni profondi, altri insignificanti, frammenti e tratteggi di contemporaneità, proiezioni improbabili, un universo silenzioso dell’interno di una scuola nella sua autenticità espressiva e nella sua attenzione alla condivisione, alla relazione, alla socializzazione. Un vero e proprio mosaico di percezioni, una trama straordinaria di approdi relazionali le cui valenze espressive s’intrecciano tra di loro e disegnano un profilo stilistico di qualità. Uno spaccato della nostra società e della nostra contemporaneità con una forte connotazione sociale. Una “Classe” è la prima pietra di una importante costruzione. Un segmento della nostra scuola, significativo, certo non sufficientemente rappresentativo. Ottimo l’impianto compositivo del lavoro, di grande equilibrio strutturale la scelta dei segni, dei simboli, delle annotazioni, delle frasi, dei doppi sensi. E’ un linguaggio antico e moderno, attuale e superato, semplice e complesso, in alcuni momenti vibrante e stimolante. Emanuele Franco ha dato visibilità a tutti. Osserva e riflette, Mauro Battiston, psicologo e fotografo apprezzato, che sostiene, tra l’altro: “Sorpresi nel constatare che nessuna "legge" sia capace di impedire tale "imbrattamento", comprendiamo che siamo lontani dal conflitto generazionale che ha caratterizzato il passato di molte adolescenze. Qui non c'è un solido interlocutore cui anteporre la propria visione. Notiamo piuttosto il palesarsi di un'assenza ed è a partire da essa che avviene una sorta di ribaltamento nell'uso della parola. Infatti essa non gioca più esclusivamente dentro la cornice della lavagna, campo della comunicazione e della condivisione collettiva del sapere scolastico. La scrittura esce dai confini della lavagna, addirittura danza sulla sua cornice, per poi espandersi e dilatarsi altrove, per parlarci di un quid che vive dentro la scuola ma sembra non appartenergli. In questo ribaltamento sono gli alunni che a modo loro valorizzano la parola; inscrivono i loro segni su questa scuola che resiste riducendosi a cosa; la pungolano di giorno in giorno ed essa tace, silenziosamente incapace di comprendere e trasformarsi". (Fausto Raschiatore)