Appunti di sensibilità raccolti in un contesto personale delicato, tra speranze e preoccupazioni, titubanze e smarrimenti: ovvero, il Diario di immagini di un uomo in un momento difficile. Attraverso la fotografia, il mezzo con cui preferisce esprimersi, Walter Ferro, autore che vive e lavora nella provincia anconetana, ha indagato un segmento della propria esistenza. Ha osservato e interpretato, dal mirino della sua fotocamera, momenti e giorni tristi, malinconici, carichi di tensioni e insicurezze, innervati di dubbi e incertezze. Queste immagini ne sono la sintesi: consapevolezze in apparenza senza futuro né prospettive, legate al filo sottile di una parola, una espressione, una presa di posizione. Situazioni delicate, nei rapporti con se stesso e con gli altri; riflessioni intime e personali che raccontano, nei dettagli, un momento di una storia importante, vissuto con intensità emotiva e sospeso sul filo della memoria. Le immagini, il cui taglio linguistico ha i tratti peculiari della scuola marchigiana, sono frammenti di vita che il mezzo fotografico ha scritto per sempre, senza tempo né luogo, all’interno dei quali si stagliano, storicizzati, ricordi inquietanti e traumatici. Figure solitarie e smarrite, sospese nel vuoto, tra memorie incerte e indefinite, solitudini maestose e solenni: annotazioni stilizzate che intrigano e coinvolgono l’animo del fruitore. Si osservino gli “strappi”, si rifletta sulla loro forza emotiva, sul significante dei diversi contesti: laceranti metafore di legami che stanno per rompersi, unioni che vanno verso lo sfaldamento, relazioni sull’orlo di una crisi. Segmenti di vita racchiusi in un libro le cui pagine si cercano, si rincorrono, vagano verso mete improbabili. Un “momento” vissuto dall’autore con intensità emotiva, ma anche con la forza di chi intende “documentare” dall’interno, per sé e per gli altri, il “momento”, al filtro della propria sensibilità. Un volume scritto per rileggere “il momento”. Magari dopo, con il contatto ritrovato! Riflessioni che documentano, in una trama stilistica concettuale, il “Contatto perduto”, a cui il bianco e nero conferisce poesia e musicalità, nel quadro di una tessitura stilistica coerente e compatta, in presenza di un profilo tonale che arricchisce la narrazione, nella forma e nei contenuti. (fausto raschiatore)

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