Quattro stimolanti segmenti iconografici di un percorso culturale che è, insieme, sperimentazione, ricerca e studio, collegati tra loro da una sintassi linguistica che sintetizza la cifra espressiva di Luigi Erba: “Panorama per insetti”, “Costruzione di un paesaggio”, “Un luogo sull’altro” e “Paesaggio dissolto” che confluiscono in “Camera chiara, camera oscura”, momento di sintesi, ma anche di intensa riflessione su di un progetto d’indagine straordinario. Nella ricerca fotografica dell’autore lariano (Lecco, 1949) colpisce il processo culturale di taglio concettuale con cui egli collega i diversi microcosmi che indaga e di come li permei e li innervi delle sue conoscenze sull’arte contemporanea, di cui è un profondo conoscitore. Affascina la gestione del segno, stilizzato al limite del percettibile, veicolo di un messaggio che diffonde poesia e sensibilità. La sperimentazione qui è a tutto campo e si fa affascinante quando costruisce intriganti texture che alimentano la fantasia di chi riflette e osserva gli esiti iconici. L’autore produce una matrice in camera oscura, sovrapponendo per contatto diretto sulla carta insetti e fiori secchi, su uno sfondo realizzato attraverso la proiezione di fotogrammi ottenuti da una pellicola tradizionale. Assembla diversi negativi con esposizioni multiple su di uno stesso foglio oppure riduce il tempo di stampa dei fotogrammi. Una sperimentazione che “collega” e “coniuga” il Passato con il Contemporaneo. Stimolante la contaminazione con la pittura nel quadro di un uso ragionato della camera oscura e della camera chiara nel contesto di un “concettualismo lirico” equilibrato e coerente che si esprime in libertà, senza confini, né condizionamenti. Luigi Erba, autore, critico, artista sensibile, ha prodotto interessanti lavori fotografici caratterizzati da un ritmo narrativo di pregio stilistico. Le sue immagini vanno giudicate nel loro intero percorso d’indagine; sono da leggere a fondo, penetrandovi nell’intimo, tra i segreti e le atmosfere che esprimono, investigando i segni, i silenzi, gli spazi e i toni chiaroscurali che le connotano. Erba, che è sempre attento ai materiali dei quali studia ogni potenzialità espressiva, si muove quasi al limite del perimetro della fotografia e d’istinto, amplia e articola le opportunità d’indagine con studiate contaminazioni linguistiche, dando alle ricerche identità inedite e coinvolgenti.(Fausto Raschiatore)

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