Urbanicationes è una riflessione con la quale Luca Donati costruisce un itinerario d’indagine e sperimentazione linguistica d’intrigante narratività espressiva. L’autore, emiliano di nascita e piemontese d’adozione, elabora un articolato percorso di intriganti punti di vista e profili iconografici, con i quali argomenta una personale ricerca - vera e propria analisi/studio di taglio concettuale - permeata da una forte contaminazione pittorica. Dice Luca Donati: Imparare a guardare per vedere, per ritrarre le piccole cose e tentare di dar loro se non un significato – che sarebbe forse presuntuoso o comunque vano – anche solo una traccia di dignità estetica. Nulla è bello o brutto in sé: solo il proprio occhio, una certa luce, un diverso punto di vista possono conferire quel valore artistico capace di infondere sensazioni”. Luca Donati è uno spirito sensibile, utilizza la macchina fotografica come strumento per indagare e interpretare la realtà circostante, il contesto quotidiano. Per l’autore di Vinovo la camera è solo un mezzo e il reale un pretesto. Il paesaggio, le persone, gli oggetti, le cose, sono “schizzi”, impressioni da rielaborare una volta acquisite, semplici “appunti”, un diario da lavorare in seguito, con una studiata elaborazione mentale e tecnica, per tentare di costruire immagini di alto profilo linguistico-espressivo, curate nella forma e nei contenuti, stimolanti per stile e atmosfere. Immagini da ammirare e leggere nel profondo dei valori fino a percepirne il messaggio “con gli occhi e col cuore”, per il significante che veicolano e per la loro valenza estetico-narrativa. Donati non mostra il reale ma ciò che guardando vede di esso, ciò che cattura con la propria sensibilità. Egli è un tramite attento e rigoroso, libero di cogliere le entità più significative tra emozioni, percezioni, sensazioni. E’ l’intimo delle “Cose” che lo stimolano. E’ attratto dall’invisibile, dall’elaborazione di un concetto nuovo, dalla percezione di un qualcosa d’inedito. Donati sa che le “Cose” hanno una vita propria e indipendente, e sa anche che esiste un rapporto tra noi e le “cose”. Quelle “cose” che “rappresentano nodi di relazioni con la vita degli altri - scrive il filosofo Remo Bodei -, anelli di continuità tra le generazioni, ponti che collegano storie individuali e collettive, raccordi tra civiltà umane e natura. Ci spingono a dare ascolto alla realtà, a farla entrare in noi, così da ossigenare un’interiorità altrimenti asfittica. Mostrano inoltre il soggetto nel suo rovescio, nel suo lato più nascosto e meno esplorato, quello del mondo che affluisce a lui. In un viaggio a sorpresa”, che è la nostra esistenza. “Nelle cose si depositano idee, affetti e simboli di cui spesso non comprendiamo il senso. Più siamo in grado di recuperarlo e di integrarlo nel nostro orizzonte mentale ed emotivo, più il mondo si allarga e acquista in profondità”. Come fa Luca Donati con Urbanicationes. (Fausto Raschiatore)

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