Incontro Franco Donaggio a Chioggia, sua città natale, in provincia di Venezia, nella quale torna di frequente, proveniente da Milano, dove vive e lavora da molti anni. La giornata è bella, il contesto gradevole, una leggera brezza attenua il caldo che comunque si fa sentire. Si parla di fotografia a 360 gradi, seduti in un bar di piazza Vigo, vicino al ponte omonimo, sul canal Vena, da oltre un’ora, in compagnia di un book d’immagini, mentre ammiriamo le bellezze del luogo, osserviamo le atmosfere della laguna e ascoltiamo i silenzi e i rumori del mare, in lontananza. Guardo Franco e rifletto su come osserva gli spazi e le persone del quotidiano “chiozzotto”, per dirla con Carlo Goldoni. E’ rapito, coinvolto, solo con se stesso, quasi assente, poi senza dire nulla, apre il contenitore d’immagini con le foto in bianco e nero e, sfogliandole una dopo l’altra, mi racconta come e perché è nato il lavoro. “Reflections nasce dall'esigenza interiore di riflettere sulle mie origini, il padre, la madre, la terra, sull'intimo bisogno del ricordo come risorsa per ridisegnare un possibile futuro. Nel lungo percorso della mia vita, come sull’impervio sentiero di montagna, ho deciso di sedermi, di concedermi una breve sosta... E pensare, come non avevo mai pensato alla mia storia. Ho ancora vivo il ricordo – dice il fotografo - dei profumi e dei giochi della mia infanzia, i salti tra i sassi affioranti sulle secche, la schiuma profumata di salsedine dietro il timone della mia piccola barca a vela mentre i campanili della mia Chioggia si allontanavano. Questa ed altre, dopo l’amore dei miei genitori, sono le più grandi eredità che ho avuto, e che sono fiero di ricordare e onorare. Ho voluto elevare i luoghi del mio passato e del ricordo ad una sintesi concettuale, un luogo fatto di tanti luoghi, riconoscibili eppure liberi da bandiere, se non da quelle dello spirito”. E’ un piacere ascoltarlo mentre lascia scorrere, una dopo l’altra, le immagini del portfolio. In questa lunga riflessione, poetica e innervata di sentimento, c’è la sintesi del rapporto d’amore tra Donaggio e i luoghi della propria infanzia. Un legame profondo che l’autore affida al linguaggio della fotografia con candida genuinità. Un percorso di studio e di indagine costruito col cuore, un diario intimo e personale, tra ricordi, progetti, speranze, emozioni. Franco Donaggio vive la laguna come un luogo di culto sospeso tra terra e cielo. Immerso nelle sue riflessioni, osserva la culla delle sue origini. Pensa al padre, alla madre, alla sua storia, ad un futuro strozzato dalla magia di un presente che vorrebbe non finisse mai… (Fausto Raschiatore)

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