Racconta Carlo Di Giacomo, fotografo romano: “La prima cosa che mi ha colpito sono stati i riflessi delle vetrine, come se rimbalzassero dall'una all'altra e poi i colori, la gente e i palazzi che visti da lontano creano una moltitudine di strisce colorate verticali. Ho provato una sensazione particolare a non riuscire a smettere di fotografare, una sorta di piacevole dipendenza che non so spiegare. Da una grande città come questa ci si aspetta cose diverse, ma inaspettatamente ti accorgi che puoi conoscerla senza grandi difficoltà e la senti immediatamente tua. New York è un concentrato di mondo, di etnie, di culture, di pensieri e di idee. Senti che c'è un terreno fertile, plasmabile, dove si può realizzare il proprio progetto e che invita costantemente ad inseguire i propri sogni”. In questa riflessione è descritto l’impatto di Carlo Di Giacomo con New York. E’ un effetto forte, imprevisto, importante, ma, al contempo, è anche surreale, stimolante, singolare. Del contesto di NY Carlo Di Giacomo ci propone un book di immagini leggermente diverse; l’autore romano si è concentrato sui dettagli con una speciale attenzione per il colore e la luce. Due variabili su cui poggia lo studio su NY, una NY minore! Forse! L’autore propone una sua NY, o meglio, una personale lettura della Grande Mela. Egli ha letto e interpretato con i suoi occhi e ne ha composto, complice la propria sensibilità, un certo profilo. Ha disegnato un proprio percorso, con equilibrio e discrezione. Carlo Di Giacomo, che da sempre si occupa di fotografia creativa e sperimentale, ha trovato, direi volutamente cercato, certi approdi iconografici nei quali pochi elementi, ben coniugati tra loro, permettono di costruire fotografie di estremo interesse. Immagini che raccontano di un mondo affascinante, nel quale tutti hanno la possibilità di guardare, ma non tutti riescono a vedere l’intimo della città, il cuore, a viverne le atmosfere. Carlo Di Giacomo si è lasciato attrarre dal colore, dal segno, dal motivo grafico, dal tratteggio estemporaneo. I cromatismi sono forti, efficaci, collocati in contesti grafici equilibrati, ben organizzati nella composizione e negli elementi strutturali, respirano in un mondo nel quale si muovono ogni giorno etnie, culture, pensieri e idee a trecentosessanta gradi. In queste fotografie non c’è NY nel suo aspetto fisico, classico, c’è qualcosa di diverso, forse di nuovo, ci sono in particolare le atmosfere che dominano questo affascinante mondo che continuamente ti invita e ti stimola, indirettamente, a inseguire i propri sogni. NY in dettaglio, oppure, dettagli a NY. Questo, in sintesi il lavoro di Carlo Di Giacomo. Che è una delle tante, infinite NY. Si pensi per un momento a quella di William Klein, un lavoro che ha le linee portanti di uno speciale vedere fotografico, a alla poetica e fascinosa NY di Charles Pratt o, infine, a “new york verticale” di Horst Haman, straordinaria e affascinante lettura di NY. Solo tre segmenti scelti a caso, così come la memoria li estrae “in modo estemporaneo”, dall’album dei ricordi, tra i tanti disponibili, di tre diverse sensibilità, raccolti in un mondo universale al quale forse nessuno riuscirà a dare una dimensione. Carlo Di Giacomo con questo lavoro aggiunge al patrimonio fotografico esistente su NY un prezioso contributo ampliando le potenzialità descrittive e interpretative della grande metropoli americana. (Fausto Raschiatore)