FDF è un fotografo il cui linguaggio espressivo è, al contempo, semplice e complesso, ed evidenzia una particolare attenzione per il dettaglio, per la sua collocazione al momento dell’individuazione oggettiva, in modo da procedere alla sua interpretazione e alla sua successiva destinazione. E, infatti, come in questo portfolio, ogni immagine realizzata dall’autore teramano, è la risultante di una serie di interpretazioni finalizzate alla “creazione” di una entità fotografica che sia veicolo di un messaggio e che rappresenti un segmento-sequenza di un progetto. Più in particolare, esse definiscono la costruzione di articolati e coordinati “Percorsi visivi contemporanei”. Itinerari che esprimono e si esprimono, che sintetizzano momenti diversi di un progetto di visualizzazioni espressive. Sequenze dinamiche e strutturate che da un pretesto diventano parte di una composizione per cui perdono l’identità iniziale per assumerne una nuova, inedita, sia riguardo alla forma sia con riferimento alla dimensione. La speciale sensibilità di cui sono dotati alcuni fotografi – riflessione proiettabile nei linguaggi delle altre arti – permette loro di essere più rigorosi nell’indagine iconica e più profondi nel “leggere” il dettaglio nei suoi aspetti formali e contenutistici. Per FDF il dettaglio di frequente è solo un pretesto di partenza per andare oltre la descrizione, tramite una riflessione articolata, l’argomentazione di un momento speciale e, quindi, l’elaborazione di un progetto. Il fotografo abruzzese è un osservatore che, nel momento in cui “legge” l’ambiente, attraverso il mirino, già ne immagina, il probabile percorso progettuale di sintesi. E non perché egli anticipi l’esito della declinazione iconica finale, quasi fosse un veggente, ma perché riesce a proiettare la sintesi “oltre” il momento dello scatto e oltre il contesto. E lo fa con un taglio concettuale sia quando “preleva” il pretesto, sia quando lo “ricolloca” dopo averlo “trasformato”, come oggetto e soggetto, e costruisce l’immagine, quale risultante di più momenti coordinati tra loro. Infatti, all’autore non interessa solo la rappresentazione del reale, ma è attratto mentalmente dall’interpretazione del segmento di realtà; guarda per vedere le “sue” future immagini. Frammenti di reale che si dissolvono e si trasformano in materia prima che si faccia progetto visivo, entità espressiva, dimensione significante. FDF dà spazio e visibilità a una trama linguistico-espressiva nella quale confluiscono le variabili che compongono e caratterizzano il suo linguaggio fotografico: il dettaglio e, a seguire, la luce, la composizione, le stilizzazioni, la coerenza linguistica, il gusto estetico, variabili di una trama espressiva molto stimolante. FDF è nato a Teramo dove vive e lavora. Fotografa ed è attratto dalla solennità degli scenari architettonici, dai quartieri ultramoderni, dalle grandi opere che caratterizzano la nostra contemporaneità. Strutture da cui è affascinato soprattutto negli aspetti inconsueti, singolari, atipici. Ha una particolare attenzione per i riflessi. Egli, appassionato di arte moderna, cerca di amplificare la realtà sfruttando rifrazione e riflessione della luce, partendo talvolta anche da dettagli marginali. “Le immagini sono colte negli incerti riflessi delle superfici, – scrive Lino Befacchia in una nota critica - rese precarie dalle penombre o dalla irrorazione vigorosa della luce, destrutturate e rese altro secondo modalità formali inusuali per l’occhio umano. La forza del contrasto luce-ombra sovrappone in strati multipli, e secondo ordini successivi, frantumi di immagini, che nelle composizioni così ottenute non sono riferibili a modelli originali. Il reale è perso definitivamente di vista, anche se esso sembra talvolta riaffiorare o ripresentarsi nelle sue iconografie esemplari, in realtà rappresenta citazioni, elementi decontestualizzati, privi di storia, esiti o reperti sottratti quindi al sistema delle relazioni fisico-naturali e culturali”. (Fausto Raschiatore)