Titolo: Ecuador: il piccolo gigante; Autore: Loredana De Pace; presentazione di Luis Sepúlveda; testi: Carlos Vallejo Lopéz, Ambasciatore dell’Ecuador in Italia - On. Madisson Godoy Sánchez, delegato del Sindaco per l’Integrazione delle Comunità Straniere presenti a Roma - Loredana De Pace; 48 pagine, 36 fotografie;  dimensioni: 24x17cm; prezzo: 15 euro;  Petruzzi Editore; ISBN  978-88-89797-32-7
Info e richieste copie: loredanadepace@gmail.com . Il libro è distribuito anche da HF Distribuzione al sito www.hfnet.it

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I contrappunti di Loredana De Pace
di Luis Sepúlveda

Le fotografie di Loredana hanno qualcosa di inquietante e, cercando l’espressione adatta per descrivere quello che suscitano in me, ho trovato due parole che mi sembrano adeguate. La prima è “contrappunto”, perché le sue foto sono sguardi che oscillano da un estremo all’altro della realtà e delle cose. L’altra parola è “inquietante”, perché proprio il trovarsi di fronte a molte possibilità, a partire dalle due che Loredana presenta come artista visuale, genera un’inquietudine che invita a immaginare che cosa succede tra le due immagini mostrate. Esiste un puzzle che abbia solo due tessere? Chiunque direbbe di no, o che, se così fosse, sarebbe un puzzle abbastanza elementare. Nelle fotografie di Loredana De Pace, queste due tessere del puzzle, però, ne offrono anche una terza, invisibile e che rende possibile l’assemblaggio sensoriale, sentimentale, immaginando le mille realtà che separano e uniscono una foto con l’altra. Con le sue fotografie, Loredana De Pace riesce a fermare il tempo nelle immagini e contemporaneamente crea il movimento che le unisce. Nessuna delle sue fotografie esiste senza l’altra, e questo si chiama appunto linguaggio visuale. Ci troviamo di fronte a un’artista che ha creato un linguaggio suggestivo, che a partire dall’apparente immobilismo delle immagini crea un ricchissimo dialogo tra queste e chi le contempla. Mi piace che mi raccontino delle storie e le fotografie della mia amica Loredana riescono piacevolmente nella difficile arte di raccontare attraverso le immagini.
Gijón, Gennaio 2012

Il mio altrove
di Loredana de Pace

A sedici anni ho ricevuto in dono la prima reflex: era una Yashica FX-3 Super 2000. Con “lei” ho trascorso i pomeriggi adolescenziali sulla riva del mar Jonio, nella mia terra d’origine, la Puglia: era il mio paradiso, il mio tempo, la prima rivelazione concessami dalla Fotografia. Negli anni successivi ho fotografato di tutto; la camera oscura è arrivata con l’Accademia di Belle Arti. Poi, è stata la volta della sperimentazione e dei primi progetti compiuti, seppure acerbi.
Oggi sono certa che sia importante ambire a buone immagini senza mai accontentarmi di una sola prospettiva di visione. Credo molto in questo concetto, tanto da farne una regola fondamentale della mia esistenza. Per tale motivo, alcuni anni orsono ho cominciato a cercare un altrove, tanto nella fotografia quanto nella vita. Strada facendo mi sono imbattuta nel Sud America, nell’Ecuador e... in mio marito. Un passo indietro è d’obbligo: nel 2004 ho visitato la comunità di Salinas de Guaranda (provincia di Bolivar – Ecuador), 220 km a sud di Quito, nel centro del Paese. Si tratta di un piccolo villaggio sulla cordigliera delle Ande dove vive un missionario italiano, padre Antonio Polo che da decenni segue la comunità. Là sono nate le prime “foto ecuadoriane”. A Salinas si è compiuta la mia prima vera esperienza di quell’altrove che stavo cercando sin dai tempi dei pomeriggi adolescenziali sulla spiaggia. Tornata in Italia fu subito chiaro che il ritmo della mia esistenza stava cambiando. Sicuramente molti altri luoghi della Terra producono questo effetto; a me lo ha provocato l’Ecuador. Un’esperienza così profonda e intensa come quella vissuta a Salinas mi ha permesso di conoscere e apprezzare il mondo sudamericano, tanto che tre anni dopo sono diventata la signora Martinez Carvajal. Da allora sono trascorsi alcuni anni in cui ho continuato a fotografare e vivere la cultura ecuadoriana, anche in Italia. Mancava, tuttavia, il sigillo alla mia unione con il Sud America: dovevo tornare là per vedere, attraverso le fotografie che avrei scattato, come in questi anni la cultura sudamericana si fosse sedimentata in me. Nel mese di agosto 2011, quindi, sono tornata in Ecuador, questa volta con una persona al mio fianco, con un bagaglio di conoscenze diverse e un’attitudine orientata all’individuazione di un Ecuador vero, o meglio, ancora più vero e sicuramente più mio rispetto a quello fotografato durante il primo soggiorno.
Per tante ragioni le immagini di questo catalogo sono molto diverse dalle prime, scattate nel 2004: oggi guardo l’Ecuador in modo partecipato ed emotivamente coinvolto, come se fossi una “cittadina onoraria” e questo stretto legame trae la sua naturale e quotidiana linfa dal mio matrimonio.
In Ecuador il tempo scorre diversamente, l’esistenza segue altri ritmi. In questo “piccolo gigante” tutto è specchio di un’identità nazionale multietnica e variegata. Alla sorprendente Natura ecuadoriana fa eco l’architettura istituzionale, ma anche quella popolare le cui costruzioni spesso sono bizzarramente lasciate incomplete. L’Ecuador ha molto da offrire in termini di meraviglie naturali, di cultura culinaria, tradizioni popolari e musica. Di recente il Paese è entrato anche in una fase di evoluzione e cambiamento guidata dal suo attuale Presidente, Rafael Correa.

 Gli scatti

Il rapporto fra le immagini è ora simbiotico, ora stridente e antitetico. Le fotografie sono state realizzate in diverse località lungo la cordigliera delle Ande: la capitale Quito, le montagne di Salinas de Guaranda, la città dei fiori e della frutta, Ambato, e alcune spiagge della costa nord (provincia di Manabì), come Pedernales, Jama e Cojimies.
Ho scattato con l’intenzione di mettere in luce i contrasti e le armonie identificate durante il soggiorno in Ecuador e palesatesi fra architettura e Natura, ma sempre in relazione all’uomo che, pur mostrandosi marginalmente, è rappresentato dal suo stesso operato. Riconoscere questo divario, a primo acchito, stordisce. Pian piano, però, si scopre che proprio la ricca e sfaccettata diversità che caratterizza il Paese costituisce l’essenza stessa di questo piccolo gigante sudamericano. Ed è da questa che l’Ecuador trae vigore evolutivo, si nutre, si arricchisce, cresce.
Ecuador: il piccolo gigante non è solo un progetto fotografico: negli scatti appaiono anche la sinergia e il forte contrappunto fra due culture, quella delle mie radici italiane e quella ecuadoriana, nuova, lontana e diversa, eppure già mia.

Loredana De Pace
Giornalista. Scrive per la testata FOTO Cult – Tecnica e Cultura della Fotografia. 
Membro di giurie di premi nazionali, partecipa alle letture di portfolio, cura progetti fotografici ed espositivi oltre a seguire un filone di ricerca personale. Collabora con associazioni culturali nell’organizzazione di eventi e conferenze sulla fotografia. Ha realizzato aste e progetti fotografici per raccolta fondi a scopo benefico. Al suo attivo, esposizioni collettive e personali. Fra queste, il reportage El pueblo de Salinas, esposto in forma itinerante. Originaria del tarantino, vive e lavora a Roma.

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