riflessione_MMX_VI_XX

Capita di chiudere gli occhi per pensare meglio e più profondamente, escludendo proprio lo sguardo, la nostra prima fonte d'informazione e distrazione. Una nuova realtà va allora a comporsi fatta di piccoli e grandi frammenti, i nostri ricordi e sensazioni si vanno a comporre e scomporre in un continuum ininterrotto. Coesistono in queste visioni mentali, tanti tempi e luoghi, oppure lo stesso luogo in momenti diversi. Sono così interrotte la sequenzialità, la ripetitività, e l'intenzionalità delle azioni coscienti. Come degli erranti vaghiamo alla ricerca forse di commettere degli errori, e al tempo stesso di stabilire nuove connessioni, di scoprire accidentalmente cose che ci possano condurre a nuove e diverse strade del nostro pensiero.

<<Non voglio più preservarmi dagli errori delle mie dita, dagli errori dei miei occhi. Ora so che non si tratta affatto di trappole grossolane, ma di curiosi itinerari verso una meta che solo questi errori e nient'altro possono rivelarmi. A ogni errore dei sensi corrispondono strani fiori della ragione>> Louis Aragon.

La rottura dell’unità tempo.

La fotografia affida allo scatto la sua collocazione temporale in ricerca _2010 ci sono i tempi di scatto delle singole fotografie. La rottura dello spazio. L’unità compositiva della singola immagine è interrotta, in ricerca_2010 è ricomposta mediante più immagini che possono parzialmente sovrapporsi, ma che permangono entità visibili. L’assemblaggio spazio temporale. La deframmentazione riunisce le tessere del mosaico, creando uno spazio visivo del tutto nuovo, dove la realtà oggettiva della quale la fotografia trae origine, è messa in contatto con il suo opposto: la concettualizzazione di spazi interiori. Hic et nunc coesistono con il pensiero astratto.

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Carlo Chiapponi_2010©