Dalla prima immagine, in cui non è chiaro il contesto, si passa alla seconda nella quale si intuisce che si tratta di esumazione, e quindi alla terza: in questa, il Soggetto è visibile. Nella successiva, la quarta, il Soggetto è divenuto di carta e colui che ne raccoglie i “resti” blocca il mosso e la sequenza, per un attimo, per poi lasciare cadere il foglio e proseguire il proprio cammino, calpestato a sua volta - il Soggetto è nel frattempo divenuto immagine sulla carta - da una figura nuova (altro Soggetto), che si allontana verso il proprio destino (metafora di tutti noi)… Una storia particolare, e come spesso accade, proprio le storie particolari sono quelle che hanno messaggi forti. E questa - con al centro il tema della memoria labile - è una di quelle: nella forma e nei contenuti. E’ una storia in bianco e nero, con pochi elementi ben impaginati e coordinati tra loro, che coniuga il reale osservato, con la creatività e la sensibilità dell’autore. Un “contesto” carico di tensioni emotive, di riflessioni, vibrante, a cui l’autore dà dimensione, personalità e collocazione precise. Cioni affida ai Soggetti della sua storia, come lettore della società, messaggi e punti di vista personali. … Frammenti di reale, annotazioni di vita, segmenti d’attualità, … “Memorie di carta”, appunto. L’autore toscano è una persona sensibile e creativa che tematizza le diverse letture dei contesti che osserva, in storie semplici e straordinarie del nostro vivere quotidiano, cariche di significati. Veri e propri racconti di varia umanità; anche complessi e concettualmente articolati. Nicola Cioni costruisce con gli appunti che raccoglie qua e là, racconti di notevole spessore culturale, attraverso i quali crea metafore, invia messaggi, argomenta sul nostro quotidiano, riflette sulla società e le sue diverse angolazioni. Non osserva da lontano, né si estrania, ma vive tra la gente e tra gli eventi. Le storie di Nicola Cioni sono sempre stimolanti; costituiscono da tempo uno dei segmenti più apprezzati della sua produzione fotografica, che è di particolare qualità, sia in termini di espressività linguistica che di progettualità concettuale. Un fotografo che osserva, interpreta e poi elabora percorsi che previsualizza e, quindi, costruisce iconicamente in un trama tonale curata in ogni dettaglio. (Fausto Raschiatore)