Appunti di colore collocati con armonia descrittiva in un contesto linguistico tessuto di stilizzazioni diverse, tutte coordinate tra loro. Un gioco sottile di forme, coerente e intrigante, di costruzioni realizzate dal nulla: astrazioni singolari, uniche, informali, anche ambigue, innervate da una studiata connotazione pittorica, cariche di simboli, allegorie, metafore, che traggono spunto da una considerazione di fondo, sentita culturalmente, che domina l’autore: l’amore per l’Impressionismo e l’Illuminismo. Le fotografie di Carlo Chiapponi, infatti, si alimentano delle dinamiche d’indagine artistica proprie dei pittori impressionisti (vibrazioni luminose dei paesaggi, oggetti e soggetti fusi nelle atmosfere armoniose del momento, l’eliminazione del “disegno” - destrutturazione dei segni -, in un quadro cromatico estemporaneo e personalizzato), e di un suo convincimento profondo, secondo il quale “i sentimenti, per essere bene espressi e resi in linguaggio efficace, devono essere sostenuti da un pensiero razionale, che non deve soltanto spiegare una legge fisica, ma deve emozionare”. Carlo Chiapponi elabora una fotografia personale, utilizzando macchie di colore, colature di ruggine, superfici logorate dal tempo e dagli anni, cioè “Soggetti” e “Oggetti” semplici, spesso recuperando segmenti cromatici e materiali ormai inutili, e costruisce composizioni, con le quali riesce, con fantasia e gusto estetico, a ottenere approdi emotivi di efficace impianto linguistico, in una trama espressiva sperimentale e astratta, tra reale e irreale, formale e informale. “I colori della mente” sono un approdo progettuale i cui contenuti narrativi nascono e vengono concretizzati dalla interpretazione libera del reale, in cui dominano l’estemporaneità e il razionale. E’ forte e voluto, in questi scatti,  il rapporto tra pittura e fotografia, in un universo in cui la percezione visiva è il risultato di una interpretazione del reale osservato, dinamico e plurale, finalizzata a coglierne il significato più intimo, attraverso l’analisi degli elementi formali; la risultante di una elaborazione interpretativa che coniuga l’analisi condotta dall’occhio umano con quella prospettica, elaborata dalla mente. (Fausto Raschiatore)