Indaga iconicamente la donna per capire le donne e se stessa. Questa in estrema sintesi la chiave di lettura di molta parte della produzione fotografica di Annalisa Ceolin, autrice veneta nota per aver firmato apprezzati e stimolanti lavori sull’arte della luce. La fotografa indaga la donna, ed attraverso l’interpretazione e le descrizioni delle emozioni e delle sensibilità femminili, esplora la propria interiorità, il proprio mondo, si scruta. La sua ricerca è speculare all’ auto-comprensione e all’ auto-definizione della propria personalità. Annalisa Ceolin è nata a Venezia, ha studiato sociologia ed è molto curiosa intellettualmente; ha trovato nella fotografia il mezzo per esprimersi, per riflettere ed anche denunciare. Ha iniziato con il colore, poi ha lavorato in bianco e nero, migliorando e perfezionando con sistematicità i termini e i contenuti del suo linguaggio fotografico che è strutturalmente sperimentale, carico di progettualità, di simboli, metafore, rimandi. E’ un veicolo per inviare messaggi, parlare con il mondo, dialogare. Per lei è una necessità esprimersi, argomentare sul mondo e le sue diverse angolazioni. La Ceolin ha necessità di “parlare”, di dire quello che pensa ed ha trovato nello specifico fotografico il mezzo adeguato per farlo. Le sue immagini sono basate “sulla relazione”, in particolare, come detto, quella con le donne dove è ben calibrata la strutturazione tematica nel contesto di una trama narrativa, definita in ogni dettaglio, concernente la donna e le particolari problematiche che la caratterizzano. Un segmento di ricerca connotato da una forte valenza autobiografica, speculare all’indagine dell’identità femminile. Un stile d’indagine aggressivo, quello della Ceolin, ancorché moderno, connotato da tagli nell’organizzazione della composizione forti, audaci, estremi e da cromatismi espressivi d’impatto, quasi urlati, in qualche caso violenti, potenti ed efficaci. Segmenti connessi a stati d’animo, la cui scansione non sempre è lineare, ma è sempre carica di simboli, talvolta ambigui. La particolare taratura del rosso cupo. Il prevalere in certi scatti del colore nero. La presenza del viola. Il giallo dominante nel segno della solarità e della vitalità. Momenti diversi, ma sempre emotivamente dinamici. (Fausto Raschiatore)

email: alisa.ceolin@libero.it