La fotografia del paesaggio o del territorio finisce volente o nolente per confrontarsi con la diuturna attività di trasformazione ed alterazione che l’uomo porta avanti con risultati spesso deleteri. All’interno dell’attuale Parco dei Colli Euganei (Padova) la presenza di materiali pregiati per l’edilizia ha fatto sì che sorgessero, fin da epoche storiche, un gran numero di cave estrattive. Una nuova consapevolezza ambientale e la non-economicità di certe lavorazioni hanno portato durante il secolo XX ad un progressivo abbandono delle attività con la conseguente chiusura dei siti. Lasciate a se stesse ampie aree di territorio sono divenute oggetto di un rimboschimento naturale in cui la fanno da padroni i rovi e la vegetazione pioniera. Colline sventrate e piazzali adibiti al movimento dei mezzi si stanno ricoprendo di un manto verde che cela alla vista le profonde ferite inferte a questo paesaggio. Ci piace immaginare questa lenta..progressiva riconquista come un bendaggio..l’apposizione di punti di sutura atti predisporre questo splendido paesaggio ad una nuova e diversa fruizione.