Realizzare un reportage personale, intimo, che dia spazio e visibilità alla propria sensibilità; raccontare una città, anche nei luoghi meno conosciuti o famosi; impossessarsi delle molteplici e diverse “dimensioni” che può assumere in un momento, una persona, un luogo, un’atmosfera, un contesto. Queste le linee strutturali portanti della ricerca fotografica “Frammenti Metropolitani” di Giuseppe Cardoni. Un lavoro stimolante, a cui i valori tonali del bianco e nero danno personalità, ritmo, narratività, che racconta frammenti di vita di una città straordinaria, carica di fascino, raccolti qua e là, con lo spirito di chi osserva sì il luogo, le atmosfere, la gente, il contesto, ma che non si limita a descriverli, li interpreta per raccontarli e dargli l’imprinting del proprio animo. L’autore umbro, in totale libertà, affidandosi alla estemporaneità delle circostanze e alla propria sensibilità, individua il probabile “soggetto”, immagina il possibile frammento e lo sintetizza, dopo averlo innervato della propria sensibilità. “Frammenti Metropolitani” è un collage di momenti diversi, di appunti scritti velocemente, raccolti lungo una strada, tra gli spazi di un locale, osservando i microcosmi di una città ricca di atmosfere magiche, come Parigi, da sempre la Città dei fotografi. Frammenti collegati tra loro da un filo conduttore - il tratteggio narrativo strutturale che connota la ricerca - che hanno una loro individualità iconica significante e nel contempo si fondono, in termini di linguaggio, in una trama stilistica di raffinata valenza culturale. Giuseppe Cardoni è affascinato dal rapporto tra la dimensione plurale del “soggetto” individuato - le persone, i luoghi, le atmosfere, i contesti - e dalla correlazione e/o contrapposizione con gli elementi grafici - segni, simboli, profili allegorici, richiami pubblicitari - della città stessa. “Frammenti Metropolitani” è un lavoro in progress. In Cardoni fotografo è forte la speranza, per il suo modo di “vedere” le presenze di chi incontra (o di chi cerca), di ritrovare, nei luoghi già indagati, in tempi diversi, il riproporsi di approcci comunicativi simili, magari in una dimensione inedita, con i segni del tempo trascorso, per misurare i passaggi intervenuti, studiarne le differenze e riflettere sulle ulteriori possibili dinamiche evolutive e prospettiche. (Fausto Raschiatore)