Osservare queste fotografie è come passeggiare in compagnia del silenzio! Silvio Canini, con la complicità della fotocamera Holga, ha scritto un quaderno di riflessioni poetiche, di sguardi e testimonianze preziose. L’autore romagnolo ha individuato e collezionato, con amore e sensibilità, una serie di frammenti espressivi con i quali ha disegnato “Mare di silenzio”, un suggestivo itinerario iconico, tra gli spazi, i ritmi, le pulsioni della spiaggia d’inverno coperta di neve. Un mondo irreale, dove tutto è immobile: il tempo si è fermato, l’ambiente è ovattato da un’atmosfera fantastica e solenne, ogni cosa è poggiata metafisicamente sul nulla, sospesa nel vuoto, nel “bianco surreale” del contesto. In lontananza, la linea dell’orizzonte, assente e distratta, osserva e riflette. … Anche i colori stanno zitti: di tanto in tanto si guardano tra loro, ammiccano, melanconici e tristi, si scuotono a intervalli irregolari, ma solo per pochi attimi, e poi, pigri, si ricompongono e tornano a riposare tra l’indifferenza generale, come una finestra che si apre, sbadiglia, e poi si richiude nel cuore della notte, in attesa dell’alba. Un “Mare di silenzio” (Damiani Editore/BO, 2006) è una tavolozza di appunti linguistici suggestivi, di bellezze singolari, di magici momenti estemporanei, innervata da una luce invernale, languida e intrigante, che domina e trasfigura il luogo in un paesaggio immaginario, lirico, provvisorio e momentaneo, dove tutti attendono qualcuno oppure che si verifichi qualcosa. Attende la spiaggia, il mare, ma attendono anche i giochi, gli scivoli, i tavoli, le altalene; un mondo assopito e assorto, che riposa e si rigenera, lontano da tutto e da tutti, raccolto e appartato. In totale relax. Le attrezzature balneari assumono una dimensione nuova, sono attori su di una ribalta teatrale che recitano un linguaggio inedito, astratto, informale, in sintonia con il loro diverso e temporaneo status, ispirato e scultoreo, in alcuni segmenti, austero e severo, in altri. La scrittura fotografica di Canini si serve di una sintassi essenziale e moderna, che in questo portfolio assume un equilibrio specifico che sintetizza, descrizione e analisi, a cui il taglio e la composizione delle foto conferiscono un particolare stile. L’autore, che pone al centro di ogni scatto il senso di una emozione e la percezione soggettiva della visione, è attento ai dettagli, nei quali cerca l’essenza intima, personalizza le sue riflessioni in singolari stilizzazioni, secondo linee d’indagini sentite e vissute. In solitudine, e in compagnia del silenzio. (Fausto Raschiatore)

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