Si definisce una fotografa istintiva e passionale. Ed è vero: Nuccia Cammara è spontanea, naturale e impulsiva. Basta una conversazione telefonica per captare la specificità del personaggio, l’amore che ha per la fotografia e l’intensità della partecipazione, diretta e indiretta, alle vicende di quest’arte “maravigliosa”. Vive lo scatto con grande trasporto e si lascia coinvolgere con le emozioni tipiche di quel momento fotografico, per molti, sublime, irripetibile, nel quale tra l’immagine e il fotografo c’è perfetta collimazione e le pulsioni dell’uno si coniugano con le stimolazioni visive della “fotografia” che ne è scaturita. La Cammara vi si identifica, vive quel momento come proprio, esclusivo, con passione, nel convincimento che in quella fotografia, in quel frangente, c’è sintetizzato qualcosa che le appartiene, che è parte del suo vissuto, come un “qualcosa” da raccontare e da condividere con altre sensibilità. Sì la Cammara indaga per indagarsi, per conoscersi, capirsi, interpretarsi. Per se stessa e per gli altri. E lo fa con attenzione, equilibrio, determinazione. Si esprime con lo “strumento magico” dall’età di dodici anni, prima come autodidatta e poi anche attraverso lo studio e la ricerca. Per l’autrice ogni scatto è un viaggio, un momento di vita, un contesto da archiviare con cura perché è parte di un percorso complesso e articolato, carico di rimandi straordinari. “Una stanza senza il mare” esplora le emozioni dell’universo femminile nelle loro diverse dimensioni emotive. Il mare è una metafora eletta a simbolo dell’istinto, degli impulsi primordiali e incontrollabili, dell’irrazionalità, delle pulsioni profonde, delle passioni forti, come sanno essere solo certe sensibilità femminile. E Nuccia è una di queste. La narrazione, che ha una trama equilibrata ed efficace, è cromaticamente curata e riflette, sintetizzandoli, momenti evolutivi diversi e passaggi intermedi riflessivi, interpretativi, di crescita, comunque d’indagine. L’autrice è protagonista di un itinerario esplorativo che percorre, tra scelte e interpretazioni, osservazioni e riflessioni. Un insieme di profili che incidono sul mondo interiore e sul “reale”, in misura diversa. Maturano cioè profili iconici che da una parte quantificano entità fascinose e stimolanti del proprio mondo interiore, per lo più irrazionale, di cui Nuccia Cammara ha rispetto, talvolta timore, ma, al tempo stesso, emerge anche la consapevolezza e, quindi, il desiderio di vivere comunque tutti gli aspetti dell’esistenza umana. E’ impossibile non affrontarli e, comunque, le scelte di vita hanno un tempo e una dinamica che sono imprevedibili e legate alla casualità. Il mare è il centro dello studio-indagine, il cuore pulsante del progetto culturale. Non solo e non a caso! Colpisce e stimola l’utilizzo del dettaglio, studiato e strutturato, in particolare nell’impaginazione, della proposta linguistico-espressiva. E’ un percorso di studio per sintetizzare, in una trama iconica adeguata, la sensibilità creativo-progettuale, che connota e caratterizza il lavoro e la sensibilità dell’artista siciliana. Una ricerca collocabile in prossimità di una invisibile e ipotetica linea di confine, dove sono appena percepibili, le diverse confluenze che si coniugano tra loro. Visibili e non visibili, e da dove, sequenza dopo sequenza, convergono definitivamente in un punto di fuga del quale non è sempre possibile dare una lettura dell’osservato e sintetizzarne forme e contenuti linguistici, ma, per contro, è quasi sempre possibile definire gli itinerari disegnati. Le tracce di tracce. Descrizioni, sensazioni, evocazioni e suggestioni, nel contesto d'una grammatica visiva e linguistico-espressiva di profilo complesso. Che sono poi nella sostanza e nella forma gli “elementi” che danno corpus alla trama elaborata con un taglio romantico, a tratti poetico, sfumata nei colori e dolce negli equilibri compositivi, che dà spessore ai messaggi e personalità al mare, che la fotografa palermitana elegge a simbolo importante e a cui affida, in un’ottica d’indagine molto personale, l’istinto, gli impulsi primordiali e incontrollabili, le pulsioni profonde e le passioni forti, quelle che lasciano il segno e sfidano il tempo. (Fausto Raschiatore)