E’ possibile costruirsi un’immagine che non abbia copie, che sia unica, nel senso letterale del termine? Si, e anche con relativa facilità. “In piena epoca digitale – dice Andrea Buffolo, fotografo e disegnatore, allievo di Italo Zannier e Roberto Salbitani di cui successivamente è diventato collaboratore – c’è la possibilità di un ritorno alla manualità, cioè alle fotografie materico-cromatiche dai colori raffinati che solo le tecniche di stampa dell’Ottocento forniscono”. … Dopo stimolanti esperienze sul bianco e nero, Andrea Buffolo (Svizzera, 1965), che vive e lavora a Venezia, ha indirizzato il proprio interesse sulle Antiche Tecniche di Stampa Fotografica. Una scelta che gli “permette di realizzare al meglio la sintesi tra il linguaggio fotografico e quello dell’illustrazione”. L’autore è rapito dal fascino che irradia la fusione tra materie e cromie, superfici e rese tonali, e sedotto dalle alchimie e sperimentazioni che producono una tessitura estetica straordinaria, magica, innervata di poesia. Buffolo è attratto dal processo lento e solenne di stratificazione delle emulsioni via via che esse si “sommano” dando “forma a sogni e visioni impossibili da ottenere con i normali prodotti fotografici”. E non è solo un itinerario per i “nostalgici delle sensazioni visive”, è anche uno stimolante percorso per chi “vuole sperimentare nuovi supporti ed emulsioni fotografiche, pensare l’immagine in anticipo, elaborarla a poco a poco controllandone il formato e il colore finale”, allargare gli orizzonti… Ogni immagine realizzata con le antiche tecniche è un pezzo unico, di taglio artigianale, sintesi di un linguaggio fotografico intimo, personale, esclusivo, una nuova dimensione che amplia il “vocabolario dell’espressione visiva”. Le Antiche Tecniche Fotografiche sono di facile esecuzione e permettono di essere creativi, senza camera oscura, in un contesto in cui i materiali sono facilmente reperibili e a prezzi economici. In queste immagini, al di là del luogo comune secondo cui i cultori delle tecniche dell’Ottocento sono attenti solo alla tecnica e poco interessati all’estetica, Andrea Buffolo, dimostra il contrario: egli, infatti, è molto concentrato sull’aspetto estetico. Le sue opere sono curate nella forma, strutturate nella composizione e nei contenuti, svelano sintesi di studiate coniugazioni tra manualità e fantasia, segni e colorismi, fotografia e pittura, disegnando percorsi narrativi ed emozionali di alto profilo linguistico. (Fausto Raschiatore)

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